"Ho pensato varie volte al tema della vita in stato di grave malattia. Se capitasse a me preferirei passare ad un mondo migliore che vivere la vita di un vegetale". Parola di Federica Pellegrini: la campionessa, intervistata da Diva e Donna e reduce dalle tre gare vinte nel meeting di Berlino, svela un lato ancora sconosciuto ai più parlando anche di eutanasia.
La fine del 2009 è stata terribile per l'atleta veneziana: in due settimane le sono venuti a mancare prima lo storico allenatore, Alberto Castagnetti, e poi la nonna, già gravemente malata. La Pellegrini dichiara che in caso di necessità sarebbe pronta a staccare la spina di una persona cara. "Se me lo chiedesse direttamente lo farei. Da un anno mio nonno è in dialisi - spiega -. A ottobre, 12 giorni dopo la scomparsa di Alberto Castagnetti è morta mia nonna. Stava malissimo da tempo, è stato meglio così. Ma per me è stata una batosta dietro l'altra. Questo è il momento più duro".
La scomparsa di Castagnetti ha lasciato un vuoto enorme nel cuore della fuoriclasse veneta (nella foto): "E' difficilissimo andare avanti senza la guida di Alberto. Non mi sento più sicura di niente, ho davanti tre anni duri, fino alle Olimpiadi di Londra 2012 dove voglio arrivare a fare quattro gare: 100, 200, 400 e 800 stile libero. La paura più grande è che crolli questo grande sogno costruito con Alberto: i miei successi sono merito suo all'80%".
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