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Una presentazione in grande stile quella di Kakà al Real Madrid. In tono vagamente berlusconiano, con una scrivania e un contratto firmato in diretta tv. Al suo fianco Florentino Perez, il presidente galactico, orgoglioso del primo gioiello portato in casa blanca per la ricostruzione. Sullo sfondo del Santiago Bernabeu una miriade di giornalisti e 40mila tifosi ad attendere il miglior giocatore della Confederations Cup. Kakà non ha tradito le aspettative. Ha mostrato la maglia numero 8, quella degli esordi al San Paolo (la 9 andrà probabilmente a Cristiano Ronaldo), e ha dispensato sorrisi a più non posso, rendendo ancor più amara la serata dei tifosi milanisti.
Perez. "Carissimo Ricardo, carissimo Kakà, grazie per aver scelto il Real Madrid - ha esordito il presidente merengues-. Aveva offerte di altre squadre, ma ha scelto il Real Madrid e non i soldi. Avrebbe potuto scegliere qualsiasi altra società, ma lui ha deciso di giocare con il Real Madrid. È un modello in campo e fuori, è un simbolo di tutti i valori che devono far parte del Real Madrid. È espressione di classe, solidarietà e eleganza. Viene dal Milan, un club amico. Kakà, benvenuto a casa. Benvenuto al Real Madrid".
Ambizione. Ormai maturo, Kakà è apparso decisamente diverso dal timido "testimone di Geova" che ha visto arrivare Ancelotti nel 2003. "E' un giorno speciale per me - ha esordito -. Sono felice di questa nuova tappa della mia carriera. Il mio desiderio è mantenere alto il mio nome nella storia di un club che ha già tante vittorie".
Cristiano Ronaldo. Kakà ha escluso problemimi con l'altro acquisto galactico, anche più di lui per il prezzo pagato, Cristiano Ronaldo. "Tra me e lui non ci sarà rivalità - ha risposto -. Siamo giocatori compatibili, possiamo giocare insieme senza nessun problema. Tra me e lui non ci saranno gelosie né in campo né fuori
Milan. In conferenza stampa il brasiliano ha spiegato ancora una volta il divorzio dalla sua ex squadra: "A gennaio il Milan ha aperto per la prima volta a una cessione e in quel momento ho capito la posizione del club, anche in virtù di un momento di crisi mondiale. Tuttavia non ho ritenuto giusto andare via in quel momento, a metà campionato. Dopo la partita con la Fiorentina - ha continuato - il Milan mi ha chiamato dicendomi che aveva offerte da altre squadre e che stava aprendo la porta per una possibile cessione a causa della crisi economica. A questo punto ho pensato che se avessi dovuto lasciare il Milan lo avrei fatto per il Real Madrid. Il Milan aveva altre offerte - ha concluso - ma io ho preferito il Real. Perché? Perché è un club che ha tanto fascino".
(Nella foto, fonte realmadrid.com, Kakà mentre indossa la divisa blanca)
Lascia un tuo commento ▼ (2 commenti inseriti)|
Vuvuzelo Inviato il 01.07.2009
alle ore 07:28 |
Va riconosciuto a Perez e compagnia spendacciona di essere persone molto ma molto discrete... E' per colpa di individui come questi che il calcio moderno, in Europa, è una piaga sociale... |
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ugo Inviato il 01.07.2009
alle ore 08:56 |
Avete comprato quello che più vi faceva gola come se foste in macelleria. Ma i titoli non li potete comprare, dovrete conquistarli sul campo. Forza Barça, la squadra che i giocatori li fa crescere e non li ruba agli altri già da campioni affermati |

