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Voglio questo, voglio quello, compro questo, compro quello. Ma che vuole questo sceicco? Coraggio, diciamolo, che questo signor come diavolo si chiama lui ci sta cordialmente antipatico. Fa il patron del Manchester City approdando al calcio dalla caccia con il falco (nobile attività medievale cara a Federico II) e prova a mettere in riga (e talvolta ci riesce) i presidenti, gli amministratori dei club più blasonati al mondo.
Ma quali trattative? Quali cessioni? Quali scambi? Lui compra con la disinvoltura con cui si fa la grande spesa natalizia: si riempie il carrello prelevando dagli scaffali a mani basse. Beh, non ci sto. Per me può farsi la doccia con il petrolio anche tre volte al giorno, ma sempre antipatico rimane. Magari non sa nulla di calcio, ma crede che per poter fare una squadra competitiva servano solo i soldi per comprare i calciatori più grandi.
Lo credeva anche Abramovich, proprietario del Chelsea, che ha voluto e comprato tanti campioni. Voleva anche la Champions, ma un disegno più grande di lui gli ha permesso di annusarla, di accarezzarla e di perderla ai rigori contro il Manchester. Siamo seri, lo United, non il City.
Ora vuole toglierci Kakà riuscendo a mobilitare la stampa di mezza Europa e facendo circolare il suo nome (a proposito si chiama, Mansour Bin Zayed Al Nahyan) si è creato un posto tutt'altro che trascurabile nell'immaginario del calcio internazionale. La sua immagine è diventata popolare e l'immaginazione dei tifosi del Manchester City ormai non conosce confini: basta fare un nome tanto lo zio sceicco lo compra.
Perché perdere tanto tempo nel creare settori giovanili, reclutare talent scout, provare a creare una relazione “fisica” con il territorio? Ditegli quali sono i più bravi, lui li comprerà. Anzi li farà comprare da uno dei tanti cortigiani di cui si circonda e che lo rendono inavvicinabile ai comuni mortali. Dicono che il suo patrimonio si aggiri intorno ai tremila miliardi euro. Alla faccia. Ho letto sul vostro sito che ha perso in borsa 460 milioni di euro. Dicono che non abbia avuto la benché minima reazione. Noccioline.
Beh, noi quei soldi non li abbiamo. Il nostro patrimonio è fatto di azioni, reazioni, emozioni e sogni. E Kakà ce ne ha sempre dati tanti. Che si sia milanisti o no poco importa. Kakà è uno tra quei campioni (come Del Piero, come Ibrahimovic e altri) che chi ama il calcio guarda con ammirazione.
Ora questo signor sceicco vuole scipparcelo e Berlusconi dopo averci detto tutto (e ancora una volta il contrario di tutto) ora getta la maschera anche sul calcio. Dov'è finito quel Milan club più titolato al mondo, quel club che non vende le stelle, quel club in cui tutti vorrebbero giocare. E' finito preda del cacciatore col falco. Che tristezza. Ma io ve lo chiedo dal profondo del cuore rossonero: ma voi ce lo vedete Kakà con la maglia del Manchester City? Un'immagine insopportabile.
Eppoi caro signor Mansour Bin Zayed Al Nahyan anche noi l'abbiamo avuto nel 1950 un suo “collega”. Si chiamava Antonio de Curtis, in arte Totò e sappiamo per certo cosa le avrebbe detto: “Signor sceicco, mi faccia il piacere...”
Un tifoso rossonero
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