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24 novembre 2009

Moggi replica: "Ci sono
altre intercettazioni"

L'ex ds della Juventus: "Non attacco il Milan, ma non capisco perchè non siano emerse altre intercettazioni"


"Non attacco il Milan ma cito soltanto le intercettazioni". Lo ha detto Luciano Moggi incontrando i giornalisti dopo l'udienza di questa mattina di Calciopoli davanti alla nona sezione penale - collegio A - del tribunale di Napoli durante la quale ha reso una dichiarazione spontanea. L'ex ds della Juventus è tra gli imputati. "Mi si accusa anche di aver saputo spesso le designazioni arbitrali in anticipo. Invece da un'intercettazione leggo che il signor Meani, dirigente addetto agli arbitri del Milan, le ha conosciute anche 13 minuti prima di me e prima di un incontro tra i rossoneri e il Chievo c'è una telefonate nella quale si raccomanda con gli assistenti Crick e Crock Fabrizio Babini e Claudio Babini anche su come avrebbero dovuto arbitrare il match. Non capisco perchè queste cose non sono emerse, forse perchè altrimenti qualcun altro era al mio fianco nel processo?".

Proprio replicando alla testimonianza resa in aula lo scorso 13 novembre da Babini ("Moggi scendeva spesso negli spogliatoi degli arbitri nell'intervallo"), l'ex dg della Juve si è difeso: "Non è vero, non l'ho mai fatto. Non è un caso che non sono mai stato squalificato per questo, come invece è accaduto ad altri. Come da regolamento, andavo negli spogliatoi solo a fine gara".

Infine, Moggi (nella foto), ha replicato alle dichiarazioni confermate oggi in aula dal teste convocato dall'accusa, Morena Costa, all'epoca dei fatti, nella segreteria della Juventus guidata da Moggi, Bettega e Giraudo: "Si afferma che regalavamo gadget a Pairetto e Bergamo. Erano tra i tanti. I gadget della Juve erano molto ambiti e spesso li chiedevano anche i carabinieri e i finanzieri che venivano in sede. Riguardo poi alle mie telefonate con i Della Valle, se dovevano essere segrete, come qualcuno suppone, per quale motivo passavano attraverso la mia segreteria?". Nella sua testimonianza, la Costa aveva confermato, inoltre, quanto dichiarato in fase d'istruttoria riguardo al fatto che la Juventus, sfruttando i suoi contatti con la questura di Torino, aiutò il designatore arbitrale Pierluigi Pairetto a ottenere in un giorno il rinnovo dei passaporti della moglie e di un amico dell'ex designatore arbitrale. Oggi in aula avrebbero dovuto testimoniare, tra gli altri anche Tullio Lanese e Franco Carraro. Lanese, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Carraro invece era assente giustificato. Sarà ascoltato nella prossima udienza fissata per il 4 dicembre prossimo. I difensori di Carraro, come affermato in aula dal pm Narducci, hanno fatto sapere che il loro assistito ha intenzione di testimoniare. Considerate le costanti assenze di testimoni sia oggi sia nelle passate udienze, il presidente del tribunale ha ipotizzato al termine dell'udienza che per le prossime convocazioni possa essere necessaria la convocazione coatta.







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