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Il tecnico dell'Inter, José Mourinho, è tornato a parlare alla vigilia della sfida di Champions con il CSKA Mosca. Il portoghese non crede che i primi 90 minuti possano essere decisivi. "Dopo la gara d'andata - ha detto - non si può dire se il risultato sia grande o no: se si vince 3-0, magari poi si perde 4-0 e il primo match non è più positivo. Le cose possono sempre cambiare: se guardiamo gli ottavi di finale, l'unica sfida decisa già dopo 90 minuti è stata quella tra Manchester United e Milan".
"Noi - ha aggiunto - abbiamo battuto il Chelsea all'andata e, al ritorno, siamo andati in gol all'80': il Chelsea poteva comunque ribaltare la situazione in 10 minuti. Non penso che domani qualcuno uscirà da San Siro con un piede e mezzo in semifinale".
"Non so - ha spiegato - se sia positivo o negativo rigiocare subito. A me piace più avere 15 giorni per preparare il ritorno, ma la situazione è uguale per le due squadre. È una sfida apertissima contro una squadra di qualità. Ma se due giocatori vanno al controllo antidoping e viene trovata una sostanza non permessa, c'è qualcosina di grigio". Il riferimento è al caso che ha coinvolto Sergei Ignashevich e Alexei Berezutskiy. I due giocatori sono risultati positivi dopo il pareggio per 3-3 sul campo del Manchester United nel match de 3 novembre. A quanto pare, avrebbero assunto un farmaco per contrastare il raffreddore. La Uefa ha comminato la sospensione per una gara.
"Il silenzio mi fa bene - ha concluso Mourinho (nella foto) riguardo il campionato italiano - perchè mi permette di andare in panchina. Io voglio stare più vicino possibile vicino alla mia squadra: amo parlare dell'Italia ma non del campionato italiano, questo mi permette di andare in panchina".
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