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Ferrara esordisce così nella conferenza stampa della vigilia di Inter-Juventus di Coppa Italia: "Non ci vuole coraggio a presentarsi qui oggi in conferenza stampa, ma responsabilità e presa di coscienza del momento e del mio ruolo: devo accettare critiche e polemiche e metterci la faccia, senza vergognarmi di nulla".
Come riesce ad affrontare l'allenatore una partita quando la società cerca un sostituto? "Io non ho ricevuto nessuna comunicazione, quindi vado a San Siro con lo stesso spirito e la stessa professionalità che ho sempre messo, da calciatore, da dirigente e da allenatore. Quando mi sarà comunicato qualcosa di diverso, ne prenderò atto, ma fino a quel momento da parte mia ci sarà serietà e professionalità. Io ho dato tanto alla Juventus e la Juve ha dato tanto a me. I risultati non mi danno ragione ma la mattina mi guardo allo specchio serenamente. Nonostante i giorni difficili, non perdo autostima. Se mi fossi reso conto di avere squadra e/o società contro, forse avrei pensato alle dimissioni. Per ora è mio dovere cercare di invertire la situazione. Non sparlerò della società se dovesse optare per un'altra persona. C'è stima reciproca".
Quanto c'entra la preparazione estiva con gli infortuni? "La storia degli infortunati della Juventus sta diventando una barzelletta. Non siamo gli unici ad aver avuto degli infortuni. E poi c'è da distinguere gli infortuni muscolari dai traumi, dagli scontri di gioco. Lì non c'entra il discorso della preparazione. Vedo che si parla di numeri solo della Juve".
Domani c'è l'Inter in Coppa Italia. Come vede la partita? "Sono gare che si preparano da sole, non hai bisogno di dire tante parole ai ragazzi. Andiamo a San Siro per cercare di fare una buona partita. Il valore dell'Inter è enorme".
Quanto conta il risultato di domani sera? "Del risultato mi preoccupo solo in vista del passaggio del turno. Non mi preoccupo di cosa potrà accadere dopo".
In caso di gol, vedremo i suoi giocatori abbracciarla come capita spesso in situazioni del genere? "Intanto pensiamo a fare gol...", scherza il tecnico.
Qual è il rapporto attuale col pubblico? "I tifosi li sento vicini, mi sono sempre stati vicini, anche in momenti più duri, come quando nel '98 mi fratturai tibia e perone".
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