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Protagonista della vittoria in Coppa Italia contro la Juventus della scorsa settimana, Marco Materazzi si è ripetuto contro la Fiorentina nella semifinale d'andata. Nel dopo partita ha lanciato qualche messaggio, il primo destinato ad Amantino Mancini, passato al Milan, che durante la sua presentazione, criticò l'ambiente nerazzurro: "Ha detto che a Milanello si respira un'altra aria e quella frase se la poteva risparmiare perché con l'Inter ha vinto uno scudetto e mezzo essendo stato quest'anno campione d'inverno con noi. Mai sputare nel piatto dove si mangia anche perché a giugno potrebbe tornare all'Inter. Sia chiaro, è un amico e gli auguro di far bene, di essere felice e di togliersi delle soddisfazioni, ma poteva risparmiarsi certe parole anche perché nessuno gli aveva chiesto niente a riguardo".
Materazzi (nella foto) ha poi lanciato un messaggio di sostegno all'amico Cassano che vive un momento di difficoltà alla Sampdoria: "Cosa mi sento di dirgli in questo momento? Dai Antonio, accendi il cellulare che ho voglia di sentirti. Cassano è sempre lo stesso e quando Del Neri è andato alla Sampdoria sapeva cosa trovava e quello a cui andava incontro. Come dice Antonio se uno nasce tondo non può morire quadrato".
Escluso molte volte da Mourinho in campionato, il difensore non abbandona il sogno mondiali in Sudafrica: "Con queste partite in Coppa Italia credo di aver dimostrato che ho ancora la testa all'Inter e che mi diverto sempre. E' vero, gioco poco, ma sono in una delle migliori squadre del mondo e so qual è il mio ruolo. Lo accetto e penso a far bene. Con Lippi ci sentiamo per salutarci perché siamo legati da un'amicizia a livello familiare. Ci siamo parlati per telefono e mi ha detto che quando ha dichiarato che non veniva ad Appiano perché non c'erano italiani, voleva solo fare una battuta. Nelle ultime due gare di Coppa abbiamo dimostrato di avere qualche italiano. Io in Nazionale? Trovo giusto che ai Mondiali vadano coloro che hanno contribuito alla qualificazione. Intanto ho prenotato le vacanze per giugno, poi vediamo. Nesta? Lui è il mio idolo, il più forte del mondo e spero che in Sudafrica vada».
Battuta finale sul compagno di squadra Balotelli: "Mario è così, un bambinone che vuole sempre giocare, che ama stare in campo. Quando ci parlo gli dico di guardare me: anch'io vorrei sempre essere titolare eppure... La Coppa Italia? Potevamo vincere con più di un gol di vantaggio e la qualificazione alla finale non è ancora certa. Ad aprile a Firenze, con 40.000 persone sugli spalti, sarà dura".
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