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| Carta d'identità | SERSE COSMI | ||||||||||||||||||||||||
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Il carattere combattivo è il bigliettino da visita di Serse Cosmi. Classe 1958, il tecnico perugino è allenatore di calcio dal 1990, col Pontevecchio. Prima, un'esperienza da calciatore, come centrocampista, priva di particolari soddisfazioni. Ma è tutta la sua infanzia a essere difficile, poiché caratterizzata dalla scomparsa prematura del padre, quando Cosmi è ancora in tenera età. E' proprio suo padre a volere per lui quel nome, Serse, lo stesso del fratello di Fausto Coppi, di cui era tifosissimo.
Nonostante questo nome "regale", Cosmi inizia la carriera di allenatore nel 1990 nei dilettanti, sulla panchina della Pontevecchio di Ponte San Giovanni, a pochi passi dalla sua Perugia. La stoffa si vede e la squadra in cinque campionati passa in cinque campionati dalla Prima Categoria all'Interregionale. I successi non passano inosservati e l'Arezzo lo chiama in panchina. Parte dalla Serie D: dopo cinque anni, la squadra toscana e in C1. Un'altra impresa, che è il preludio al palcoscenico più grande, per di più nella sua città.
In quegli anni Luciano Gaucci è il colorito presidente del Perugia. Sta per cominciare la stagione in Serie A e affida proprio a Cosmi la panchina. Saranno 4 anni ricchi di soddisfazioni: calcio spettacolo, una Coppa Intertoto conquistata, la qualificazione alla Coppa Uefa, nuovi talenti lanciati, come Materazzi e Grosso. Una favola, che però finisce nel 2004, con la retrocessione in Serie B dopo lo spareggio salvezza-promozione con la Fiorentina.
Cosmi in questi anni, oltre a incassare crediti sportivi, diventa un personaggio televisivo. Il cappelino sempre in testa, le urla forsennate dalla panchina, il suo modo di parlare schietto, divertono molto il pubblico e la stampa. Su di lui si sprecano le imitazioni, come quella di Maurizio Crozza per Mai dire Gol (guarda il video in basso).
Nel 2004-05 Cosmi riparte dal Genoa, dalla B. Domina il campionato e conquista la A con il primo posto in classifica. Ma il presidente dei rossoblù, Enrico Preziosi, è protagonista di una vicenda giudiziaria che costa al Grifone la retrocessione in C1. Una mazzata dalla quale, tuttavia, Cosmi esce completamente estraneo.
E' tempo di cambiare. C'è un'altra squadra ambiziosa che lo vuole, l'Udinese. Nell'estate 2005 Cosmi prende posto in panchina e deve subito affrontare i preliminari di Champions League, con lo Sporting Lisbona. Il tecnico perugino supera l'esame alla grande e porta per la prima volta i bianconeri nell'Europa che conta. Il cammino fra le grandi però, di lì a poco si blocca. Anche il campionato è deludente, e il 10 febbraio 2006 arriva l'esonero.
Cosmi si ferma per un anno esatto. E' il 28 febbraio 2007 quando il presidente del Brescia, Gino Corioni, lo chiama a risollevare le rondinelle dallo stagno di centro classifica. L'impresa riesce in parte: il Brescia conquista la zna playoff, ma fra la terza e quarta classificata ci sono 10 punti di differenza e il sogno Serie A svanisce. L'anno successivo Cosmi centra ancora i playoff: questa volta, però, viene eliminato in semifinale dall'Albinoleffe. L'esonero non arriva subito, ma il 25 settembre 2008, dopo sole 5 giornate di campionato.
Cosmi si prende un altro anno sabbatico. Finché il 20 ottobre del 2009, a seguito dell'esonero di Ruotolo, il presidente del Livorno, Spinelli, lo chiama alla guida degli amaranto in Serie A. L'esperienza tuttavia non è felice e dopo risultati negati e minacce d'addio, il 6 aprile 2010 il numero uno amaranto richiama Ruotolo in panchina.
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