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| Carta d'identità | EDOARDO REJA, detto EDY | ||||||||||||||||||||||||
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Centrocampista con grandi mezzi atletici atletici, tra il 1963 e il 1975 veste le maglie di Spal, Palermo, Alessandria e Molinella.
Nel 1979 inizia una carriera di allenatore che lo porta a guidare diverse squadre di serie minori nel corso degli anni ottanta (Molinella, Monselice, Pordenone, Pro Gorizia), fino ad arrivare in Serie B.
In carriera, ben quattro promozioni in A: con il Brescia nel 1997, con il Vicenza nel 2000, alla guida del Cagliari nel 2004 e con il Napoli nel 2007. Nella stagione 1991/92 sfiora il colpaccio anche con il Cosenza.
Dopo la fortunata esperienza di Cagliari, nel 2005 arriva a Napoli (C1), come sostituto di Giampiero Ventura, e, nonostante un organico composto in prevalenza da giovani semisconosciuti raggiunge i play-off, persi con l'Avellino. Nella stagione successiva, con un undici più competitivo, il tecnico goriziano domina il campionato e riesce ad ottenere agevolmente la promozione in Serie B.
Nel 2006, con il Napoli, affronta uno dei tornei cadetti più difficili ed equilibrati di sempre: oltre alla Juventus, ci sono compagini come il Genoa, il Bologna e il Brescia. La squadra di Reja riesce a mettersi sulla scia dei bianconeri, chiudendo la stagione al secondo posto, dietro i bianconeri e davanti al Genoa, ottenendo la promozione diretta.
Nel 2007/08, ritrovata la massima serie, chiude il torneo all'ottavo posto, guadagnandosi l'accesso all’Intertoto.
Viene confermato alla guida del Napoli anche nella stagione 2008/09, quando esordisce in Coppa Uefa, prima dell’eliminazione per mano del Benfica. Ma Il 10 marzo 2009, dopo 9 partite in cui il Napoli raccoglie appena 2 punti, viene esonerato dopo 4 anni e 188 panchine tra campionato e coppe, sostituito da Roberto Donadoni (che non avrà miglior sorte).
Dopo un estate "di riflessione", il 18 agosto 2009 approda sulla panchina dell'Hajduk Spalato nel campionato croato. Il richiamo della Serie A, tuttavia, è forte, e il 10 febbraio 2010 a seguito dell' esonero di Davide Ballardini, cede alla corte di Lotito e diventa allenatore della Lazio.
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