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Domani sera, nell'amichevole contro l'Olanda, Gianluigi Buffon raggiungerà quota cento presenze in Nazionale: "Ho fatto di tutto per superare la febbre, ma soprattutto perché volevo esserci ieri a L'Aquila". Sulle presenze raggiunte: "Cento è una bella cifra, anche se in fondo è un numero come un altro". Poi si contraddice: "In ogni caso per la Nazionale è molto importante, e determinerà anche la fine della mia carriera. Quando l'Italia non mi chiamerà più sarò molto, molto vicino a smettere". Sull'intervento al menisco: "Gioco con l'Inter e se serve con il Bayern Monaco, poi mi opero".
"È un test importante contro una squadra importante - ha detto della gara di domani, a Pescara - Ci teniamo a far bene, è un test che ci può dire fin dove possiamo spingerci". Il tempo passa per tutti, anche per i campioni del Mondo: "Dal 2005 è passata tanta acqua sotto i punti. Abbiamo vinto i Mondiali, è normale che l'autostima aumenti. Ora aspettiamo risposte importanti da alcuni giocatori per costruire il gruppo di ventitré giocatori".
Buffon torna a parlare della reazione del ct Lippi contro il pubblico di Parma che, nella gara contro Cipro, invocò la convocazione di Cassano: "Il mister ha reagito ad un coro andate a lavorare che mi sembra un po' eccessivo per una squadra già qualificata per i Mondiali. Può essere giusto, invece, fischiare se non si apprezza la partita e può essere giusto invocare Cassano".
Nella foto, Gianluigi Buffon
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