15 novembre 2009
Lippi: "Ne mancano sei
per l'Italia in Sudafrica"
Il ct della Nazionale: "Ci saranno tanti cambi. Del resto se devo fare delle verifiche il momento è questo"
Marcello Lippi, ct dell'
Italia, ha detto cosa resta da fare per completare la squadra che andrà al Mondiale di
Sudafrica, nel giugno 2010: "Trovare altri cinque, sei nomi". Probabilmente quelli dei nuovi che stanno partecipando alle due amichevoli di queste due settimane, contro
Olanda e
Svezia. "Ci saranno tanti cambi. Del resto se devo fare delle verifiche il momento è questo" ha detto il ct. "
Buffon,
Cannavaro,
Zambrotta e
Pirlo giocano così tante partite che se posso farli rifiatare lo faccio. Ci sono sedici, diciassette giocatori già sicuri del posto per il Mondiale, il resto va scelto e calibrato anche in base ai ruoli, per avere una rosa omogenea. Candreva per esempio può giocare alla
Perrotta. Da mezzala ora avrei solo
Marchisio".
Uno sguardo al futuro, il favorito? La risposta è scontata: "Il
Brasile, da sempre. Adesso sono favoriti loro e la
Spagna. Ma sarà importante avere le cose giuste nel mese che conta". Secondo Lippi a questa squadra non manca la scintilla: "Ma no, non abbiamo bisogno di fare una grande partita per trovare convinzione. C’è solo da avvicinarsi serenamente all’appuntamento mondiale. Vanno utilizzate le partite che rimangono alla Nazionale e alle squadre di club per portare in Sudafrica una rosa adeguata. E poi arrivare a quel momento in buona condizione atletica".
Su
Gattuso e i suoi infortuni continui, in questa stagione: "Ci sono sette mesi di tempo. Confido che recuperi al meglio". Su
Biondini: "E’ bravo, e infatti l’ho convocato". Due che invece non stanno brillando,
Giuseppe Rossi e
Santon: "Rossi ieri l’ho rivisto bene dopo un periodo difficile, anche per le difficoltà incontrate dal Villarreal. Santon purtroppo sta giocando molto poco. Mi auguro che giochi un pochino di più, compatibilmente con le esigenze dell’
Inter".
E infine una battuta su
Superman, l'invasore di campo che, con una S stampata sulla maglietta, invocava ieri sera a Pescara la convocazione di
Antonio Cassano: "Non mi interessa cosa ha fatto, o cosa aveva scritto sulla maglia, magari dovrebbero stare più attenti ai controlli. Ma non me ne frega niente anche se la questa vicenda diventa un tormentone a livello nazionale, e se in una trasmissione tv si inventano la storia del cazzotto di mio figlio. Il mio sfogo di
Parma nasce in relazione non al nome di Cassano, ma al coro "andate a lavorare", ho difeso la mia squadra. Legrottaglie si è detto dispiaciuto dei fischi, non fa piacere. Ma disturbati no. Mica ci sarà qualche Superman pure in Sudafrica?".
Nella foto Today, Marcello Lippi