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L'appuntamento con i Mondiali sudafricani si avvicina, sale la pressione, ma Lippi (nella foto; fonte: figc.it)ostenta tranquillità difendendo a spada tratta le sue scelte e le sue convinzioni, nell'intervista concessa ai microfoni di Domenica In. Diversi i temi affrontati, ma si parte dai tormentoni che da sempre accompagnano la Nazionale e le scelte dei commissari tecnici e che quest'anno sono legati soprattutto ai nomi di Antonio Cassano e Mario Balotelli: "Si parla tanto di loro due. Ma magari fossero solo questi i motivi del contendere, sarebbe una favola. E' giusto che la gente sponsorizzi il proprio idolo, penso anche a Nesta, Del Piero e Totti. Poi, però, ci sono io che voglio raggiungere i miei obiettivi costruendo la mia squadra...".
Il ct non sembra però avere problemi nel dover parlare proprio di Totti, in odore di un clamoroso ritorno in azzurro: "Mi piacque moltissimo l'atteggiamento di Francesco. Totti che si fa male all'Olimpico e che rischia il Mondiale è quasi un dramma nazionale. Per molti poteva diventare facile condannare Pratali (l'autore del fallo che costò il grave infortunio al capitano della Roma ndr), ma lui invitò tutti alla calma, disse che il giocatore non aveva nessuno colpa. Lo andai a trovare il giorno dopo l'infortunio, gli dissi di stare tranquillo e che avrebbe recuperato per il Mondiale. Lo portai in Germania, non era al 100% ma sapevo che godeva della grandissima fiducia dei compagni che apprezzavano la sua presenza anche se non era al top della condizione".
Infine, il tecnico Campione del Mondo spiega di non avere "rapporti complicati con nessun giocatore", prima di illustrare la fondamentale importanza del gruppo: "Il grande campione si deve rendere conto che l'unica maniera che ha di esprimere le sue qualità è quella di metterle a disposizione dei compagni per diventare, con loro, una squadra".
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