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Marcello Lippi dà il commiato alla Confederations Cup con l'ultima conferenza stampa, dopo la batosta dell'Italia di ieri sera, 3-0 dal Brasile: "Questo è un periodo di ricostruzione. Se non avessi lasciato la Nazionale tre anni fa non sarebbe così, sarebbe il proseguimento di un ciclo - è l'esordio di Lippi - Credo che dieci, undici giocatori del gruppo passato possono essere importanti anche in prospettiva del Mondiale 2010. Anche perché intanto bisogna qualificarsi. E loro sono importanti. Il rinnovamento si fa nel lungo periodo, non puoi fare una squadra con venti giocatori nuovi".
"In questo contesto di ricostruzione è arrivata la Confederations Cup. Che abbiamo preso sul serio, ma non è paragonabile ad un Europeo o ad un Mondiale. Per cui ho deciso di fare un certo tipo di convocazioni. Per questo ho portato ad esempio Gattuso, che era reduce da un infortunio". Un valido motivo per l'assenza dei giovani più promettenti: "Poi c’era il discorso Under 21: dovevano finire il loro ciclo, e non era giusto toglierli a Casiraghi. Ad esempio la convocazione di Santon l’abbiamo concordata insieme. Rossi in pratica ha fatto tre partite, avrebbe giocato pure Santon, ma si è fatto male". E ancora. "Ci sono Under 21 che faranno al caso nostro, ma la personalità resta un fattore importante".
Sulle brutte partite giocate dall'Italia: "Sono arrivate tre prestazioni poco brillanti, non in linea con le nostre aspettative. Abbiamo fatto male. Torniamo a casa, amareggiati, dispiaciuti, delusi. Quando dico che questo risultato non cambia niente rispetto al progetto che abbiamo fatto, lo dico perchè il progetto di rinnovamento è comunque in atto. E non ho mai detto che era concluso. Abbiamo dato un’immagine non bella di noi, ma in passato abbiamo fatto bene. Ma è il mio momento più difficile in Nazionale".
Uno sguardo allo stato di salute del calcio italiano: "Leggere ogni giorno sui giornali che i vari Kakà, Maicon o Ibrahimovic partono o possono partire non è una bella cosa. Dà la sensazione del ridimensionamento. E ora la Nazionale attraversa un momento difficile. Non si poteva pensare di vincere tutte le competizioni. Non sono preoccupato se Pirlo va a giocare nel Chelsea per la Nazionale non cambia nulla, per il campionato italiano comunque dà una sensazione di impoverimento tecnico".
Nella foto, Marcello Lippi
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