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Raymond Domenech rompe gli indugi e dice la sua sull'episodio del fallo di mani di Henry che ha consentito a Gallas di siglare il gol-qualificazione per la Francia ai prossimi Mondiali: "Come la maggior parte della gente allo stadio, io non l'ho visto e ho capito cos'era successo soltanto nello spogliatoio. Ecco perché siamo esplosi di gioia a fine gara. Ma la vera questione da dibattere è l'arbitraggio. Si tratta di un episodio di gioco, che capita 200 mila volte a stagione. Ma in Francia abbiamo la tendenza ad autoflagellarci".
Nel frattempo è arrivata anche la risposta della Federcalcio transalpina (per bocca del suo vice-presidente Noel Le Graet) alle dichiarazioni polemiche dello stesso Titi Henry, che aveva lamentato di essere stato lasciato solo e rivelato di aver pensato di non giocare più per la Nazionale: "Henry sbaglia a pensarla così. Chiedeteglielo e vi dirà che l'ho chiamato venerdì e siamo rimasti almeno mezz'ora al telefono, confermandogli che la Federazione ha la massima stima nei suoi confronti. Da parte mia non c'è stata ambiguità. Già giovedì mattina avevo preso le sue difese, non gli rimprovero nulla, fatti come questi che lo hanno visto protagonista ne sono avvenuti e ne avverranno ancora. Thierry non è un imbroglione. E lo ha chiamato anche il presidente Escalettes".
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