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Ancelotti spera che Kakà resti, ancora una volta non ne ha fatto mistero: "Ci spero sì, perché Kakà è un giocatore importante per noi".
L'esordio in sala stampa non poteva essere diverso. Ma poi l'attenzione per un po' si sposta sulla partita: "Un buon primo tempo, bene in attacco manovrato e in contropiede. Poi abbiamo cominciato a giocare troppe palle lunghe credendo che potesse fare tutto la velocità degli attaccanti".
Da Kakà a Pato con il timore che lo sceicco si renda congto di quanto è bravo possa fare un'offerta anche per lui. "Pato - dichiara Ancelotti - è un talento staordinario che ha trovato continuità e concretezza.
Io credo che sia destinato a crescere, nel senso che può mantenere questi livelli di finalizzazione". Poi nel gioco delle interpretazioni postpartita sono spuntati gli abbracci di tutti a Kakà che ha indotto a intravvedere una sorta di addio, così come le lacrime di Milanello. "Gli abbracci finali a Kakà - spiega Carlo Ancelotti - non significano nulla. La situazione è ancora in evoluzione e può ancora succedere di tutto. Lui stasera ha vissuto delle emozioni molte positive. Le lacrime sono una fantasia come la valigia su cui avete costrutito tante storie. Kakà entrava in ritiro come tutti gli altri".
poi la sua relazione con Kakà. "Una cosa è l'aspetto personale: se andasse via ci sarebbe rammarico. L'aspetto professionale: mi impone di guidare una squadra eventualmente anche senza Kakà giacchè sono l'allenatore del Milan e sono onorato di esserlo"
Infine il punto sulla situazione e su chi ha più responsabilità nella vicenda Kakà. Ancelotti taglia corto: "Perché una trattativa vada in porto ci vuole l'accordo delle società e il consenso del calciatore".
Infine un riferimento a Zambrotta e Beckham: "Il primo in grande crescita, il secondo molto ordinato e diligente, anche se non ha i 90 minuti nelle gambe".
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