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Sinisa Mihajlovic alla Gazzetta dello Sport rivela di essere felice di come prosegue la sua avventura sulla panchina del Catania, di voler portare i rossoazzurri in Europa il prossimo anno, prima di fare il grande salto, magari andando ad allenare quell'Inter di cui è stato prima giocatore e poi tecnico in seconda (come vice del suo grande amico Roberto Mancini). "Sapevo di rischiare venendo qua e tutti, tranne Mancini, mi hanno detto di evitare. Ma proprio perché sentivo sulla pelle la bruciatura di Bologna (subentrato lo scorso anno ad Arrigoni a metà stagione, è stato rilevato prima della fine del campionato da Papadopulo) dovevo correre il rischio e dimostrare di essere capace. Non immaginavo una salvezza virtualmente raggiunta a sei gare dal termine".
Il tecnico serbo racconta come si sia forgiata la sua forte personalità, che gli ha garantito successo da giocatore e che adesso potrebbe assicurarglielo anche da allenatore: "Ho vissuto due guerre sulla mia pelle. Il calcio è divertimento, niente più può spaventarmi ormai. Come ho imparato le strategie della panchina? Un po' giocando con gli scacchi e molto educando i miei cinque figli. E' come gestire una squadra, in fondo: con ognuno di loro devo stabilire una relazione differente".
Ora che il Catania è quasi salvo, Mihajlovic prova a pensare al futuro: "Ho ancora un anno di contratto e la mia idea è di rimanere qui. L'obiettivo dell'Europa League mi pare normale dopo i risultati ottenuti. Dopodiché l'Inter, che detto per inciso vincerà lo scudetto, sarebbe il massimo, non c'è dubbio. Non so quando ma è lì che voglio arrivare. L'altro sogno è allenare la Stella Rossa o la nazionale serba".
Sinisa Mihajlovic quest'anno ha fatto un bello sgambetto col suo Catania all'Inter, che sogna di allenare in futuro
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