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"Avevo quasi paura anch'io ad arrivare in ritardo... ". Ha esordito con una battuta Massimo Moratti al primo allenamento nerazzurro dopo il raduno di ieri. Il riferimento è alle ferree regole dettate dall'allenatore Mourinho, commentate con dossisfazione dal presidente dell'Inter: "Questo è un messaggio pubblico che ha dato, poi mi sembra che abbia parlato con molta chiarezza, simpatia e fiducia ai giocatori. Vincono sia la disciplina che la fiducia reciproca, che credo stia cercando di creare".
C'erano tremila tifosi alla Pinetina per il primo allenamento. Tanta curiosità soprattutto per i metodi d'allenamento del tecnico portoghese e molti cori pe i loro beniamini. Stankovic compreso, anche se è stato più volte acccostato all'odiata Juventus.
Anche Moratti si è detto curioso di vedere Mourinho all'opera. "Devo dire che il motivo della mia presenza oggi - ha ammesso a Inter Channel - oltre al fatto che me lo chiedeva ieri lo stesso Mourinho, è proprio dovuto alla curiosità di vedere come erano impostati gli allenamenti. Devo dire che è una persona dinamica e trasmettere questa sua caratteristica anche nel proprio lavoro. È molto attento e preciso e nello stesso tempo mantiene costantemente questo dinamismo. Mi hanno colpito la vivacità del lavoro e la costante presenza del pallone".
Poi il presidente ha commentato le parole di Mourinho di ieri in conferenza stampa, quando ha detto di preferire una rosa non troppo ampia per stimolare la cconcorrenza. "È anche buon senso - ha detto -. Credo che tutti gli allenatori non amino avere una concorrenza esagerata, che poi alcune volte umilia certi giocatori che non meritano l'umiliazione. Questa è la cosa più brutta, questo capitava anche con Roberto Mancini e con gli altri allenatori quando dovevano decidere di mandare qualcuno in tribuna".
(Nella foto, fonte Inter.it, Moratti e Mourinho al primo giorno d'allenamenti)
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