È la Nazionale
campione d'Asia in carica, avendo conquistato il trofeo nel 2007.
L'esordio internazionale per la selezione irachena avviene il 19 ottobre 1957 in Libano contro il Marocco (3-3) ai Giochi Panarabi. Il primo gol della storia per l'Iraq è messo a segno da
Ammo Baba, discreto giocatore in gioventù e successivamente affermato allenatore in patria.
L'Iraq riesce a qualificarsi per il
Campionato del mondo 1986 che si gioca in Messico vincendo lo spareggio decisivo contro la Siria (0-0 in trasferta e 3-1 in casa), ma il cammino al Mondiale - è l'unica esperienza in una fase finale - vede tre sconfitte comunque onorevoli (1-0 dal Paraguay, 2-1 dal Belgio e di nuovo 1-0 contro i padroni di casa del Messico). L'unica rete messa a segno dalla compagine asiatica in quel campionato mondiale è del giocatore
Amaiesh. Durante il regime di
Saddam Hussein il comitato olimpico iracheno e, per estensione, la Nazionale di calcio del paese, viene affidato al figlio del rais
Uday Hussein, che non risparmia minacce e torture ai giocatori della Nazionale in caso di risultati ritenuti deludenti.
Nonostante la
guerra che nel 2003 flagella lo stato asiatico la selezione nazionale continua la sua attività internazionale, arrivando addirittura a sfiorare la medaglia alle
Olimpiadi di Atene (schierando, come da regolamento olimpico, una formazione Under 23), dopo aver superato in successione
Portogallo, Costa Rica ed Australia e venendo sconfitta dall'
Italia (0-1 con gol di
Alberto Gilardino) nella finale valida per il terzo e quarto posto. In Coppa d'Asia l'Iraq ha raggiunto come massimo risultato un quarto posto (nell'edizione 1976) fino alla Coppa d'Asia 2007, dove la squadra irachena trionfa, vincendo il titolo continentale contro tutti i pronostici grazie all'1-0 inflitto all'
Arabia Saudita in finale.