
| Città | Saint-Denis, Francia |
| Club | Nazionale francese |
| Costruzione | 1998 |
| Partita inaugurale | Francia-Spagna |
| Capienza | 78.782 posti a sedere |
| Progetto | Michel Macary, Aymeric Zubléna, Michel Regembal e Claude Constantini |
| Proprietà | Comune di Parigi |
“Les thèmes de mouvement, de légèreté et d’universalité”. Al mondo doveva suggerire movimento, leggerezza e l'universalità lo stadio del la finale Mondiale in Francia nel 1998. Con questo obiettivo un pool di quattro architetti ha coordinato la costruzione in soli 31 mesi dello Stade de France. Ci sono riusciti e la loro nazionale si è anche presa la Coppa del Mondo.
Punto forte dell’architettura dello stadio è il tetto la cui forma ellittica simboleggia appunto l’universalità dello sport. L’effetto movimento è dato dalla forma a onda della copertura degli 80.000 posti che lascia filtrare all’interno la luce.
È lo stadio della nazionale francese, visto il rifiuto da parte del Paris Saint German di abbandonare il Parco dei Principi. Inoltre vengono disputate finali di Coppa di Francia, della Coppa della Ligue 1, e l’impianto è prestato al Rugby per le partite casalinghe del Sei Nazioni.
Resta dunque un impianto sportivamente poco utilizzato anche se inserito nel contesto urbano ben serivito a nord di Parigi e precisamente a Saint Denis. Per farvi fronte propone ogni giorno vari servizi al pubblico: visite guidate, spazi d'esposizione, una "boutique-souvenir", 2 ristoranti e un centro congressi.
Per la sua modernità è stato scelto a distanza di pochi anni dalla Uefa per disputare le finali di Champions League. Nel 2000 si celebrò l'ottavo trionfo del Real Madrid nella finale contro il Valencia e nel 2006 il Barcellona di Rijkaard superò per 2-1 l’Arsenal di Wenger.
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