
(Foto Daniel Schroeder, fonte Wikipedia)
| Città | Madrid, Spagna |
| Club | Real Madrid |
| Costruzione | 1947 |
| Partita inaugurale | Real Madrid - Newcastle United |
| Capienza | 80.354 posti a sedere |
| Progetto | José María Castell |
| Proprietà | Real Madrid |
L’urlo di Marco Tardelli è celebre per gli amanti del calcio almeno quanto quello di Munch lo è per quelli dell’arte. La cornice in cui è impresso è quella del Santiago Bernabeu. Il mitico stadio di Madrid è stato infatti teatro della finale mondiale di Spagna ’82 in cui la nazionale italiana ha conquistato la sua terza Coppa del Mondo a spese della Germania Ovest.
L’impianto che ospita le partite di casa del Real Madrid, fu costruito tra il 1944 e il 1947 con una spesa allora pari a 275.000 dollari, oggi l'impianto è valutato quasi il doppio. Originariamente si chiamò Stadio Chamartin, prima di essere ribattezzato con l’attuale nome il 4 gennaio 1955 in onore del mitico presidente Santiago Bernabéu. L’uomo che non solo ha voluto un grande stadio per la sua squadra ma ne ha fatto la squadra più forte del mondo negli anni sessanta grazie al calibro di campioni come F.Puskas, Alfredo di Stefano e Francisco Gento.
Delle cinque Coppe dei Campioni vinte tra il 1956 e il 1960, il Real Madrid ha vinto la seconda proprio al Bernabeu superando la Fiorentina per 2 a 0. L’impianto ha in seguito ospitato le finali della massima competizione per club nel 1969 con il granitico Milan che mise in ginocchio lo spettacolare Ajax di Johann Cruyff per 4 a 1 e nel 1980, edizione vinta dal Nottingham Forest.
Tra le partite internazionali passate alla storia, dopo la finale mondiale la più importante è stata la finale degli Europei del 1964. Il 21 giugno accorsero allo stadio circa 100.000 tifosi per assistere alla gara tra la Spagna e l’Unione Sovietica, densa anche di significati politici tra due opposti regimi. A vincere furono le Furie Rosse. Marcellino allo scadere staccò di testa mettendo la palla alle spalle dell’impotente "ragno nero" Lev Yashin.
Oggi la capienza è stata ridotta a poco più di ottantamila posti ma l’atmosfera creata resta unica anche per i giocatori che scendono in campo. A provare a spiegarla è stato il Campione del Mondo argentino Jorge Valdano che l’ha definita “miedo escénico”, paura del palcoscenico. Una sorta di Sindrome di Stendhal calcistica, tanto per tornare all’arte.
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