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Il maledetto United

I quarantaquattro giorni di Brian Clough da allenatore del Leeds, nel 1974: tra odio, rancore e la sfrenata ambizione di trasformare un gruppo di scorretti in giocatori di classe


Titolo

Il maledetto United
(The damned Utd)

Autore David Peace
Traduttore Pietro Formenton
Editore Il saggiatore
Sito Editore www.saggiatore.it
Pagine  416
Prezzo  € 17,50

"Domenica è il giorno più merdosamente solitario per l'allenatore di una squadra di calcio"


Quarantaquattro giorni: tanto dura il regno di Brian Clough alla guida del Leeds United nel 1974. Un mese e mezzo di scontri tra il tecnico e tutti componenti di quel club che deve riportare alla vittoria. Questi giorni li racconta magistralmente David Peace, scrittore inglese, nel romanzo Il maledetto United (Il saggiatore, traduzione di Pietro Formenton) che mischia realtà storica, cronaca e invenzione narrativa per ridare vita a un personaggio leggendario del calcio inglese.

Clough è un uomo dalle mille facce: abbandona il calcio giocato per un infortunio, e si mette ad allenare. E’ ambizioso, insicuro, con un alto senso della morale, intransigente: una contraddizione che sbraita e si attacca alla bottiglia. E la cui schiettezza in conferenza stampa fa impallidire i piagnistei di Mourinho: da allenatore del Derby County, dopo una semifinale di Coppa dei campioni persa 3-1 contro la Juventus, disse degli avversari: “Cheating, fucking Italian bastards” (“Imbroglioni, fottuti italiani bastardi”).

Prende il posto di Don Revie, allenatore che porta il Leeds alla vittoria del campionato inglese nel 1973-1974. E che poi va ad allenare la Nazionale inglese. Al suo posto, Clough. Che odia il Leeds con tutto se stesso, odia quei giocatori superbi, vanitosi (“Da queste parti odiano l’eleganza. La odiano e la disprezzano, gli stronzi”), disposti alle più bieche scorrettezze in campo pur di portare a casa la vittoria (“Mai una volta che quelli del Leeds siano stati eleganti in una sconfitta”).

Clough vuole cambiare tutto questo con la forza del suo odio e del suo rigore morale: un’impresa impossibile, che infatti si chiuderà nell’arco di quarantaquattro giorni infuocati, in cui il Leeds sprofonda in classifica. E durante i quali, nella narrazione, il presente si mescola ai flashback alla carriera di Clough. E lui, sempre più isolato, pur di parlare con qualcuno, non esita a fermare camerieri e donne delle pulizie per scambiare quattro chiacchiere, con dialoghi a loro modo esilaranti. Proprio a una donne delle pulizie dice: “Lo sa, una volta a Derby licenziai tutte le donne delle pulizie?”, “E per quale motivo lo fece, Brian?”, “Per aver riso dopo una nostra sconfitta”.

Per la cronaca, dopo il Leeds, Clough passa ad allenare il Nottingham Forest (per diciotto anni), portandolo a vincere due Coppe dei campioni.

Il racconto è fatto di frasi secche, taglienti, dette in prima persona dal protagonista, che non lesina in imprecazioni. Ogni settimana è scandita dalla impietosa classifica del “maledetto” Leeds: “Ritorna il sabato, benvenuto o no, ritorna di nuovo come fa sempre, benvenuto o no, un altro giorno del giudizio”.

Una nota sull’autore, David Peace: nato nel West Yorkshire nel 1967, ora vive a Tokyo. E’ autore dei romanzi noir (pubblicati tra il 1999 e il 2002) che compongono il Red Riding Quartet (1974, 1977, 1980 e 1983), incentrato sui delitti dello Squartatore dello Yorkshire; di GB84 (2004), sullo sciopero dei minatori inglesi del 1984-’85; e di Tokyo Anno Zero (2007), ambientato nel Giappone degli anni Cinquanta, e anche questo basato sulle vicende di un serial killer. Per la sua capacità di amalgamare fatti reali e invenzioni narrative nelle sue storie, lo si può paragonare al maestro del noir statunitense, James Ellroy.

 

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