|
|
|
|
sito ufficiale: www.madrid2016.es |
|
La prima sfida che Madrid ha dovuto affrontare nella corsa all'Olimpiade estiva del 2016 è quella con i numeri: era da più di mezzo secolo che i Giochi non venivano assegnati per due edizioni consecutive allo stesso continente, da quando Helsinki ‘52 successe a Londra ’48. Nonostante ciò, in Spagna sono rimasti ottimisti fino all'ultimo: il precedente si prestava a benauguranti paralleli, visto che nel 2012 l'Olimpiade si svolgerà proprio all’ombra del Big Ben.
La candidatura di Madrid era di quelle pesanti. La città è già all’avanguardia nell’impiantistica sportiva, anche se la estrella dei Giochi del 2016, il “nuovo” Estadio Olímpico, avrebbe dovuto cominciare a splendere solo 3 anni prima. La struttura fu costruita nel 1994 con una capacità di 22mila spettatori. A partire dal 2009 il “colosseo madrileno” avrebe subìto un restyling che per portarlo nel 2013 a ospitare 70mila persone. Sarebbe stata la casa dell’atletica e qui si sarebbero celebrerate le cerimonie di apertura e di chiusura dei Giochi. E già dal giorno dopo lo spegnimento del fuoco olimpico, lo stadio sarebbe diventato il campo casalingo dell’Atletico Madrid.
Sono 15 i plessi già pronti nelle varie discipline. Uno di questi è il Santiago Bernabeu, vero e proprio gioiello del calcio e santuario dei trofei del Real Madrid. Costruito nel ’47 e ristrutturato nel 2001, può contenere fino a 90mila spettatori. Restando al calcio, l’altra cattedrale a cielo aperto è l’Estadio Olímpico di Montjuic, a Barcellona. Ristrutturato per i Giochi del ’92 nella capitale catalana, fu il fiore all’occhiello di quella edizione e oggi è classificato dalla Uefa come stadio d’élite. Fra le strutture utilizzabili ci sono anche molti dei padiglioni dell’IFEMA, la Fiera di Madrid che conta uno spazio complessivo di 200mila metri quadrati coperti. I locali sarebbero stati destinati a sport “meno ingombranti” come le arti marziali.
Entro il 2012 era prevista la ristrutturazione altri 7 impianti sportivi, tra cui il centro acquatico e il centro del tennis. Ma in cantiere c'erano anche nuove opere permanenti che avrebbero arricchito quelle numerosissime già esistenti. Ad Aranjuez, cittadina a 50 chilometri da Madrid, un canale d’acqua per le discipline nautiche: un’opera da 50 milioni di euro che il cui completamento era previsto nel 2012. Ce ne sarebbero voluti addirittura 80 per realizzare il canale di 12 chilometri destinato al canottaggio, fra la capitale e Getafe. E a partire dal 2010 sarebbe stata posta la prima pietra anche per il padiglione olimpico della ginnastica, il velodromo, il palazzetto del basket e quello della pallavolo.
Per il resto la cornice offerta da Madrid è puro spettacolo: dal Museo del Prado nello storico pallazzo del 1975, con le opere di Goya e Velasquez, alla frequentatissima Gran Vía, fino al Palacio Real. Una fiesta di colori e culture che si ritrovano nel marchio dei Giochi: una mano aperta che nelle intenzioni dell’autore simboleggia "l’unità delle diverse culture, persone e nazionalità che si incontreranno nella capitale spagnola". Tutto era pronto, quindi. Per la "mano" di Madrid 2016 l’ultimo obiettivo era raccogliere il testimone della 31esima edizione delle Olimpiadi da Londra. Rio si è messa di mezzo, ma in Spagna sono già pronti a ripresentare la candidatura nel 2020.
|
ECCO COME NASCE IL MARCHIO DI MADRID 2016 |
|
Un’allegra e colorita mano aperta che nell’intenzione dell’autore simboleggia “l’unità delle diverse culture, così come una mano amichevole”. Per il comitato promotore di Madrid 2016 il marchio rappresenta tutti i madrileni e gli spagnoli. E’ per questo motivo che è stato scelto fra oltre 2.700 proposte, attraverso una votazione popolare. Molto simile nei colori a quello di Barcellona ’92, il marchio si presta anche ad altri significati: le cinque dita, infatti, fanno il paio con i cinque anelli olimpici rappresentanti i continenti |
|
TUTTE LE CITTÀ CANDIDATE - I CRITERI DI ASSEGNAZIONE |
|||
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |




