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sito ufficiale: www.rio2016.org.br |
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Rio de Janeiro è una città di contrasti. Si affaccia su una baia ma è custodita dai monti. È la città delle spiagge più famose del mondo ma anche della favelas più grande dell'America latina. Ha i grattacieli ed è contemporaneamente attraversata da una foresta tropicale. Certo, stiamo parlando di una metropoli con più di sei milioni di abitanti che si estende per oltre mille chilometri quadrati, ma non è certo per questo motivo che resta unica nel suo genere.
Se poi c'è qualcosa che unisce i cariocas, oltre al mitico carnevale è la passione per lo sport, in grado di accomunare indistintamente i sette distretti cittadini, di collegare come le teleferiche la parte più alta della città con la spiaggia, i costoni del colline, affastellate di baracche, con le spiagge di Copacabana e Ipanema.
Lo sport più amato è naturalmente il calcio, nelle sue varie declinazioni, dalla sabbia bollente del beach soccer all'erbetta del mitico Maracanà, lo stadio più grande del mondo, passando per i campi polverosi di Vila Cruzeiro, la favela dove ha tirato i primi calci al pallone Adriano. Tanto da non destare più di tanto scalpore l'immagine simbolo del Cristo Redentor, che abbraccia la città dal monte Corcovado, parafrasata da uno sponsor con la figura del giocatore che a lungo è stato l'ambasciatore di Rio nel mondo, Ronaldo. Guarda caso non meno famoso per le sue prodezze in campo che per i suoi eccessi fuori.
Ma ora il sogno brasileiro finalmente realizzato, dopo aver ottenuto l'assegnazione dei Mondiali di calcio del 2014, sono i Giochi Olimpici. Rio è stata già bocciata nel 2004, scartata per il 2012, ma caparbiamente ha ripresentato la sua candidatura per l’edizione del 2016. La stretta vicinanza con i Mondiali non spaventa i cariocas che nel 2007 hanno già fatto le prove generali ospitando la quindicesima edizione dei giochi Panamericani, la maggiore manifestazione sportiva multidisciplinare dopo le Olimpiadi. Nel luglio del 2008 la città ha ospitato atleti provenienti da 42 nazioni che hanno gareggiato in 41 discipline sportive diverse.
Le strutture non mancano in tutta la città, non solo gli stadi, dove giocano le quattro squadre di prima divisione, ma anche i centri sportivi soprattutto nella zona ovest. Proprio perché un'altra anima di Rio è proprio lo sport, capace di togliere i “meninios” dalla strada. Tanto che una scuola di samba, la mangueira, ha costruito una sorta di villaggio olimpico ante litteram nel quale fanno sport e studiano quasi quattromila bambini e adolescenti delle favelas.
I Giochi olimpici si sposeranno con l'immagine sorridente di questa città, che nell'immaginario collettivo rappresenta la festa globale e che più di ogni altro centro urbano è capace di vestirsi a festa. Come ogni anno in occasione del carnevale ma anche come nel 1992 fece per l'Eco-summit. La sicurezza, però, rimane il vero problema che fa sprofondare la sua bellezza e che angoscia la metropoli, sorretta dal turismo e dall'economia in crescita del Brasile di Lula, in grado di ridurre il debito estero e di sfidare con le sue imprese i mercati internazionali.
Ospitare i giochi olimpici non sarà, quindi, solo un progetto sportivo, ma avrà un ampio significato sociale, teso a restituire a Rio la sua autostima e recuperare le zone povere. Perché questa città come ha scritto Zucconi “non è i piedi raffinati dei suoi giocatori e non è i sederi gloriosi delle ragazze di Ipanema”. Perché Rio non si può e non si vuole far racchiudere in una cartolina.
| LO SLOGAN DELLA CANDIDATURA DI RIO DE JANEIRO |
| La corsa per l'assegnazione dei Giochi olimpici a Rio de Janeiro ha avuto anche uno slogan: "Vivi la tua passione" ed è stato lanciato in occasione del Capodanno 2009 alle celebrazioni in Copacabana Beach. Lo slogan voleva riflettere il modo in cui il popolo brasiliano appassionatamente si lascia coinvolgere nelle imprese. Per gli organizzatori si è trattato di un invito aperto per tutti a vivere la loro passione per lo sport in questa meravigliosa città, sia che si tratti di atleti, di funzionari, di giornalisti o di spettatori. Lo slogan è stato proiettato sulla grande ruota panoramica inaugurata per l'occasione prima del count down davanti a due milioni di persone in piazza ed è stato visibile per tutta la lunghezza della spiaggia di Copacabana. Chi è salito sulla giostra è stato invitato a lasciare un messaggio in favore della scelta di Rio, da indirizzare direttamente al Comitato olimpico. |
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