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12 gennaio 2009

Ecco come il Milan
può essere grande

 Analisi semitecnica di una squadra che ha in Kakà e Pato, due straordinari punti di forza. I rossoneri possono tornare stelle di prima grandezza internazionale


Ulteriormente serviti quelli che ritenevano Pato “un giocatorino”. In tempi non sospetti, mi schierai in difesa del Papero. I fatti mi stanno dando ampiamente ragione e ora mi autoelogio, com’è giusto che sia: l’ipocrisia va buttata nel cestino dei rifiuti.
Ora espongo un’altra tesi,
pur condividendo nelle grandi linee l’analisi del collega Castellazzi in merito al Milan delle stelle e di Beckham. Il Milan del possesso palla e delle delizie tecniche può anche andar bene. Ma andrebbe sicuramente meglio un altro Milan. Quello che dovrebbe partire da due giocatori: Kakà e Pato.
Come strutturarlo? Due terzini di fascia, uno dei quali capace di difendere; due difensori centrali “seri” e dotati fisicamente; un cursore di fascia (un simil-Serginho), schierato preferibilmente a destra, nella zona del terzino che difende. Poi un centrocampo che consenta l’assoluta libertà di azione a Kakà (il primo e secondo Kakà italiano) e un attacco che supporti la velocità di Pato. Non scendo in altri particolari, perché non sono un tecnico. Ma ci siamo capiti: deve essere un Milan che sfrutti le stelle, ma rispetti le leggi del calcio vero. Che è sempre razionalità e velocità.
*
Nel gioco del
Cagliari ho rivisto il gioco del Pescara dei tempi che furono. Un accostamento non campato in aria. Massimiliano Allegri è stato da sempre il pupillo di Giovanni Galeone, l’allenatore-offensivista, sciupafemmine, innamorato del mare, che leggeva e legge Prevért.
Galeone aveva la natura di Pinocchio, l’eterno bambino che tarda a farsi uomo. E che, solo a Pescara, riusciva a esprimere se stesso.
Ho visto la partita con
l’Inter. E Allegri mi è sembrato Galeone. Mai difendersi. Neppure al cospetto del Real Madrid. O, appunto, dell’Inter. Il Cagliari meritava di stravincere al “Meazza”.
Allegri riesce a far esprimere secondo vocazione i giocatori: Daniele Conti, Fini, Acquafresca, Cossu… Che delizia vederli giocare e divertirsi.
I poveri devono essere la reincarnazione di Pinocchio. Allegri non ha dimenticato il suo maestro.

(Nella foto AC Milan.com uno dei tanti esultanti abbracci tra Pato e Kakà)

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ferdy
Inviato il 12.01.2009
alle ore 16:22
Spinelli non lo scrive, ma si fa capire: nel Milan sarebbe da non impiegare nello schieramento iniziale almeno Ronaldinho.
E' così: con i giocatori attuale il Milan migliore sarebbe il seguente:
Abbiati, Antonini, Bonera, Maldini, Zambrotta; Beckham, Pirlo, Ambrosini; Seedorf; Kakà; Pato.
In seguito bisognerebe i nuovi.



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