
Ci risiamo. L’incompiuto Milan, il Milan del compromesso, è ritornato tale. Un film già visto. Un’analisi da me fatta e rifatta in precedenza. E’ una cosetta semplice che non richiede la competenza di Capello-Lippi-Mourinho-Sconcerti-Boban.
Parto da alcuni concetti-base:
il gioco del calcio, quello vero, è fatto di geometrie;
le azioni devono partire dalla difesa e dal centrocampo (ergo: per essere grande squadra, bisogna avere grande difesa e grande centrocampo);
per andare in gol, non bisogna schierare molti attaccanti (ossia, è più arduo segnare con quattro attaccanti, ammassandosi al centro come i ragazzetti della parrocchia).
Il Milan delle formazioni-compromesso non rispetta nessuna delle regolette illustrate, per carenze di organico e per scelte sbagliate.
Quando Ancelotti dice: “Abbiamo dormito un attimo e abbiamo preso il gol”, racconta favole. Perché il Milan non ha difensori di qualità eccelsa e non ha un centrocampo che supporta.
Tradotto il tutto, con nomi e cognomi, significa:
- il Milan non può giocare con Ronaldinho, Pato e Kakà insieme (l’escluso deve essere quasi sempre Ronaldinho per enormi limiti dinamici e perché intasa la zona di sinistra, dove Kakà e Pato si spostano per esprimersi meglio);
- il Milan non sfrutta le fasce, a parte i progressi a destra con Beckham: in mezzo, ci sono troppi centrali (Ambrosini, Seedorf, Flamini);
- il Milan non ha un poderoso attaccante centrale;
- il Milan non ha difensori (a tutti manca la virgola, il nuovo Senderos è inguardabile);
- il Milan non ha un tecnico che sa guardare gli avversari e adattarsi di conseguenza;
- il Milan ignora i giovani;
- il Milan è condizionato dall’alto (Ancelotti dice sempre sì).
E allora? Da anni, il Milan snobba il progetto di squadra, acquista primedonne e poi si affida al vecchio principio “palla, fai tu”.
Così accade che, quando le lune dei campioni (tali sono) trovano la sintesi, nascono le partite da incorniciare (mitiche). Invece, viceversa, non nasce niente.
Conclusione: il Milan mitico è casuale o frutto di motivazioni enormi e contingenti. La grande squadra è un’altra cosa: è un progetto che deve produrre continuità.
Certo, può stare bene ripetere il ritornello del “club più titolato al mondo” e ribadire i successi internazionali. Ma è solo una faccia del calcio. Una scelta. Discutibile. Molto discutibile.
(Nella foto Galliani con alcuni trofei vinti dal Milan)
Lascia un tuo commento ▼ (4 commenti inseriti)|
Devi essere un membro della Community di Puntosport per poter lasciare un commento. Entra nella Community |
|
mimmomilanista Inviato il 08.02.2009
alle ore 15:54 |
Sono minalista. Seguo Puntosport e seguo Gianni Spinelli. Devo dire che non gli si può dare torto: è la radiografia del Milan. Fin quando non si cambia filosofia, saranno cavoli. |
|
Big boss Inviato il 08.02.2009
alle ore 18:51 |
ma dove può andare questo milan se non all'ospizio?! quest'altra follia per beckham, poi... lui è bravo e tutto, ma non si può andare a insistere per uno che ha 33anni! ma io dico che se continuano così, altro che rimonta, qua si rischia di finire in uefa di nuovo. che tristezza. bravo, Spinelli |
|
lavedodiversame Inviato il 09.02.2009
alle ore 10:43 |
Caro Gianni, ti seguo sempre, spesso sono d'accordo, stavolta su quasi niente. Puoi condividere o meno i progetti, ma parlare di vittorie casuali mi sembra non esagerato, bensì ridicolo. Dal 2001 ad oggi, nell'ordine, sono arrivati pensionati come Rivaldo, Redondo, Ronaldo e Cafu. Solo uno di questi è stato decisivo, ma non mi sembra che gli altri abbiano impedito al Milan di essere una squadra e di portare a casa qualche (...) risultato. O è stato tutto un grande caso? Causa-effetto: giochi e vinci. Il culo capita una volta, mica è sempre Natale. Ora vuoi dire che Ronaldinho è la causa dei mali ed è il simbolo di una non squadra? L'unica cosa su cui hai ragione, ed è la vera causa dei mali, è l'assenza di due esterni difensivi, alla Cafu e Serginho, per intenderci. Jankulovski fa il suo senza eccedere, Zambrotta non corre più come prima. Ma a parte Antonini, che è vero potrebbe essere più utilizzato, dimmi tu... Possiamo comprare Maicon e Maxwell dall'Inter? O hai altre soluzioni di mercato da prima squadra? |
|
gianni Inviato il 09.02.2009
alle ore 13:20 |
Caro Lapensodiversamente, innanzitutto grazie: sapere di essere seguito da uno della tua competenza, mi gratifica tanto. Veniamo al "casuale". Il mio "casuale" non sta per fortunoso. Vuole essere l'esatto contrario di "continuo". di "sicuro", di "gioco studiato e realizzato" (anche se il calcio non è scienza esatta). Ho scritto, e lo ripeto, che il Milan ha avuto, e ha, grossi campioni. Che, purtroppo, producono il capolavoro, quando le lune di tutti trovano la sintesi giusta e le motivazioni estreme. Ecco spiegati i successi e lo spettacolo (e chi può negarlo?) in "Coppa". In quanto ai giovani, lasciamo perdere l'oggi (anche se, per fare un esempio, Darmian è meglio di Senderos). Rifatti l'elenco dei giocatori lasciati perdere, a cominciare da Vieira. Certo, tutto è opinabile. E il tuo parere va comunque messo sulla bilancia. Di nuovo grazie per l'attezione. |

