
12 febbraio 2009
Il mio derby Inter-Milan
Sicurezza contro Genio
Due squadre agli antipodi. Nerazzurri pragmatici e fisici. Rossoneri ricchi di qualità, ma senza il fuoriclasse migliore: Kakà. Ma un pronostico è...
Sei novembre 1949: Inter-Milan 6-5. Tra i marcatori: Nordhal (il “pompiere” ovvero il “bisonte”), Amadei (il “fornaretto”), Lorenzi (“veleno”), Nyers (“cannoniere apolide, tiro micidiale, da provocare, in allenamento, la frattura dello scafoide a due portieri, Franzoni e Albani”). Undici maggio 2001: Inter-Milan 0-6. Tra gli eroi della giornata, Comandini, quasi una meteora, a rete come fosse Pelé.
Molte letture, fra cui un libro “Oro e campi verdi” di Gunnar Nordhal, uno dei componenti del famoso trio svedese “Gre-No-Li”. E, quindi, esperienze dirette di lavoro. Il derby di Milano è un derby da storia, come ha scritto giustamente Dante Castellazzi. Ma la poesia, purtroppo, non esiste più nel mondo del calcio, sommersa dalla tv, dagli sponsor e dai dibattiti, a volte gridati e penosi.
Anche io non faccio poesia e sono tentato dall’esame tecnico della partita che può decidere il campionato. Perché, se l’Inter vince, i giochi scudetto sono fatti, salvo miracoli del buon Dio. Che, ovviamente, non può perdere tempo con il pallone.
Due squadre diverse, Inter e Milan. L’Inter è pragmatismo e fisicità. Non ha ghirigori tattici, ha gli uomini giusti al posto giusto, con due fuoriclasse, Ibrahimovic e Maicon. Il Milan ha genio, non ha fisicità, ha carenze difensive, ha un assetto tattico all’insegna del compromesso, ha molti fuoriclasse (fra i quali Kakà, il migliore, ancora in dubbio).
Allora, come può andare? L’Inter ha la calma del vantaggio in classifica, è in grado di mettere in campo più corsa e più fisicità del solito, si pone l’imperativo di aggredire il Milan sulle fasce. “Numerini” alla portata della squadra e, sulla carta, letali per l’avversario.Milan già decotto e battuto? Stando alla logica, il sì è perentorio. Ma la logica non esiste nel calcio. E, soprattutto, non esiste nei geni, nelle gambe e nel cervello del Milan. Che è la formazione meno logica del mondo.
Mi spiego, come ho scritto altre volte: il Milan è legato ai “se”. Se Ancelotti azzecca la formazione, se le lune dei suoi divini palleggiatori sono quelle giuste, se Pato trova gli spazi, se Ronaldinho riesce a puntare l’uomo, se il centrocampo protegge la tremante difesa, se Beckham fa il Beckham. E, poi, se Kakà gioca.
Insomma, se il Milan trova la sintesi, è capace di essere grande, di fare l’impresa e di dare spettacolo.
Sicurezza contro geniale imprevedibilità. Il mio pronostico? Se dovessi dar retta alla logica… Però…
Non è vigliaccheria. Inter-Milan è una partita atipica , fra due squadre agli antipodi. E, per giunta, è un derby.
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