
Stavolta sono sfacciatamente presuntuoso: sul Milan-disastro avevo previsto tutto (se avete voglia, andate a leggere i miei “disapPunti”, scritti in epoca non sospetta: primo, secondo, terzo e quarto). Del resto, non era necessario essere luminari della critica per stilare una diagnosi con anticipo: il Milan umiliato in Coppa Uefa è figlio legittimo di una gestione miope. La società, illusa dal mito degli Invincibili e degli Immortali e pomposamente inorgoglita dal titolo di club più titolato al mondo, si è suicidata.
Mancanza di un progetto, acquisti senza senso (Ronaldinho in testa), conservazione dei beni culturali e architettonici, assoluta sfiducia nei giovani, mai preparati e provati per sostituire i vecchi. Eppoi l’affannoso insistere sul gioco tic-tac, trascurando la fisicità.
Il Milan visto con il Werder Brema, pur tenendo in conto le assenze, è la fotografia di un fallimento. Con Maldini foto ingiallita di un fuoriclasse: Paolino, perché non hai smesso con la gloria?
D’accordo, il Milan è stato grandissimo per anni e anni. Ma, proprio per questo, non si può giustificare la deriva. Un club titolato non può fare gli errori di una piccola società di provincia, avendo nel Dna i geni del saper scegliere e del saper fare. Per usare terminologia cara a Berlusconi.
Odio i processi, ma qui è facile trovare i “colpevoli”: società (ahi, Galliani) e, staccato, Ancelotti. Una bella sintesi.
Ora il Milan dovrebbe avere il coraggio di mettere punto e di ricominciare. Ricominciare da Pato, l’unico acquisto valido degli ultimi tempi, da Kakà e da Gattuso (giocatore-anima). E ricominciare senza Ancelotti, bravissimo ma troppo signorsì e troppo legato ai venerabili. E, per giunta, incapace di valorizzare lo straccio di un baby: chiedere informazioni a Gourcuff.
A proposito di Ancelotti: su quale libro di testo, sta scritto che in Coppa bisogna far giocare per forza il portiere di riserva Dida?
Da ridere.
P.S.: dedico il DisapPunto al mio lettore-amico Ugo. Ha sempre sottolineato con il rosso la mia severità. Forse ha sempre avuto ragione. Forse.
(Nella foto Adriano Galliani preoccupato in tribuna mentre segue la partita del Milan)
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Ugo Inviato il 27.02.2009
alle ore 13:06 |
Caro Gianni, la tua severità è più che giustificata. Ho sempre sostenuto che il Milan di quest'anno ha tre alibi: Nesta, Gattuso e Borriello. Quello delle ultime settimane ne ha un quarto: Kakà. Quello di ieri, però, non ne ha nessuno. E purtroppo, come hai scritto, è l'epilogo di scelte sbagliate. Di Galliani e di Ancelotti. Sulla bilancia delle responsabilità, però, per me è cambiato qualcosa. Le scelte societarie (mancato ricambio di difensori) pesano come un macigno. Quelle di Ancelotti, incapace ormai di dare aggressività e velocità alla squadra, sono schiaccianti. Forse i giocatori non lo seguono più, non so. Ma basta a dire che sono pappe molli. Se Ronaldinho e Pirlo passeggiano è perché nessuno li bastona. Il Manchester come il Barcellona, le migliori in Europa, giocano meglio dell'Inter e vincono senza cavalli alla Maicon e arieti alla Adriano. Hanno difensori validi, allenatori che li fanno correre, e il portiere titolare sempre in campo... tutto qui. |
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gianni Inviato il 27.02.2009
alle ore 13:18 |
caro Ugo, tu sposti un po' la bilancia delle responsabilità verso Ancelotti. La considerazione ci sta. Il problema di Carletto è l'0ssessione dell'Albero di Natale. In alternativa, non sa "arraggiarsi", come hanno sempre fatto gli allenatori completi. In quanto a Dida, siamo sulla stessa linea. Comunque sia, dialogare con te, redivivo Ugo, è un enorme piacere: sei competente e democratico. |
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Gino Inviato il 27.02.2009
alle ore 18:46 |
Non vorrei interrompere l'idillio fra Ugo e Gianni, ma devo dire una cosa: questo Milan ha rotto. Non ci sono scuse o attenuanti è una squadra mediocre e i risultati lo dimostrano. Ancelotti ha fatto il suo tempo, così come molti giocatori: la squadra va rifondata partendo da alcuni punti fermi come quelli che ha indicato Mister DisapPunto. Grazie per l'attenzione |

