
17 giugno 2008
Finalmente la fine delle chiacchiere
Dagli attacchi a Donadoni, al "biscotto": la solita italietta del pallone
Il Cuore, come ha indicato Ringhio Gattuso, mettendo la mano sul petto. E, un buon cinquanta per cento in più, di raziocinio. L’Italia è cambiata e ha battuto la Francia, anche con l’aiuto delle circostanze, vedi il vantaggio numerico dal 24’, per l’espulsione di Abidal.
Ora, puntuali, i soloni saliranno sul carro del vincitore, ossia di quel Donadoni che aveva dovuto incassare una sequela di critiche: raccomandato, incompetente, timido, molle, succube dei senatori della squadra, da sostituire immediatamente con Lippi.
Tant’è: questa è l’Italietta del pallone. L’Italietta del pallone che scrive e straparla di calcio con il prosciutto negli occhi e con l’arroganza di chi ritiene si debba vincere sempre, per comandamento divino.
Uffa, che barba nei giorni scorsi. Compreso quel lagnoso discorso del “biscotto” a proposito dell’Olanda del cigno Van Basten.
Indubbiamente, meglio l’Italia che gioca, quella che ha giocato con la Francia. Buffon, De Rossi, Cassano, gli stessi Pirlo e Gattuso, hanno dimostrato che la squadra nazionale si fa con l’esaltazione del gruppo. Che poi è alla base degli sport collettivi. I giocatori sentono la maglia e vogliono bene al loro tecnico.
D’accordo, contano le tattiche, le scelte, i cambi, ma se in campo non scendono l’anima e il cuore, non si porta a casa niente. Il Cuore, come dicevo, con l’aggiunta del raziocinio, quell’atteggiamento mentale che tiene svegli il cervello e i riflessi.
Le pagelle? Otto a Buffon (è servito quando l’Italia non è riuscita a difendere e, soprattutto, quando non è riuscita a salire), sette a De Rossi. Gli altri a seguire, con qualche critica al centrocampo come reparto. Scoordinato Toni. Ma succede, diamine.
E Donadoni? Dieci e un carico completo di integratori per recuperare il livello epatico, dopo le mitragliate dei soloni del commento.
(Nella foto Gattuso pochi istanti prima di lasciare il campo per far posto ad Aquilani)
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