Tutte le notizie
in tempo reale sul tuo pc
I più cercati di Puntosport
● Speciali ● Videogallery ● I ct della Nazionale italiana
Entra nella Community di Puntosport!
 
Ingrandisci testo Rimpicciolisci testo| Stampa pagina| Invia per email Feed RSS di Puntosport - Notizie foto e video di calcio, calciomercato e speciale olimpiadi e mondiali

12 settembre 2008

Pato non è... Paperino

 Il giovanissimo attaccante non diventi la vittima sacrificale di una squadra nata male


In difesa del Papero.
Italia, strano paese: una squadra di calcio, nella fattispecie il Milan, non trova il bandolo della matassa. E tutti i giornalisti, dopo critiche generaliste, puntano il dito all’indirizzo del Papero: "Pato nullo, Pato pallido, Pato svogliato, Pato indisponente”.
Assurdo: sembra una campagna-stampa annunciata, dopo l’Olimpiade scialbina del Brasile e dopo le dichiarazioni (“Il ragazzo mi ha deluso…”) del cittì Dunga.
Gli scriba di casa nostra (quasi tutti) non hanno perso tempo e hanno cominciato a sparare a zero: il Papero non è più il nuovo Fenomeno. Una condanna secca: sufficienti l’imbeccata di Dunga, una trentina di minuti disputati nella partita con il Bologna e l’amichevole di Lugano.
L’analisi seria dov’è?
Primo, Pato ha segnato nove reti in meno della metà dello scorso campionato.
Secondo, Pato ha compiuto appena 19 anni.
Terzo, Pato sta giocando in una squadra incompleta, che non ha uno straccio di assetto tattico.
Quarto, i giovani rendono quando una squadra li mette in condizione di esprimersi al meglio.
Allora? Prima di giudicare Pato, va vivisezionato il Milan. Che, a prescindere da quanto renderanno Ronaldinho e Sheva, è nato senza alcun progetto. La rifondazione della squadra doveva partire da tre giocatori: Pirlo, Kakà e appunto Pato. Ai quali erano da aggiungere un portiere, due difensori di fascia under 23, un centrale, due centrocampisti e un attaccante di peso (tipo Adebayor). Invece, si è puntato sui nomi.
Conclusione: il Milan ha preso un solo giocatore utile (Flamini
) e qualche ragazzo buono (Cardacio e Viudez). D’accordo, Ronaldinho potrebbe essere una manna scesa dal cielo, ma una squadra di calcio seria si mette su in un altro modo. Si programma con la testa.
Altro aspetto non trascurabile: nei giovani bisogna credere. Come può essere sereno un baby, circondato da Borriello, Schevchenko, Inzaghi e tanti centrocampisti-attaccanti?
E poi un tecnico come Ancelotti quale spinta può dare a un ragazzino? Ben poca. Il Carletto nostro (bravo, simpatico, vincente) ha sempre mostrato sudditanza psicologica verso i senatori, non lavora sui fondamentali e non ama variare gli schemi (quel benedetto albero di Natale…) e adattarli di conseguenza alla gente che passa il convento.
E poi ancora: ricordate il nome di un giovane lanciato dal Milan e da Ancelotti negli ultimi anni?
Per cominciare a capire, chiedete informazioni a un certo Gourcuff, due tornei a marcire a Milano e ritornato grande in Francia. Perfino in Nazionale.
Pato deve farcela da solo, magari assistito da Kakà. Non si aspetti aiuti da Ancelotti, Galliani e dai giornalisti milanesi. Che di rado attaccano gli amici senatori.

(Nella foto Pato felice, fa il cuore dopo aver segnato un gol)

Guarda i commenti degli utentiLascia un tuo commento ▼  (3 commenti inseriti)
ely
Inviato il 12.09.2008
alle ore 11:16
vorrei sapere chi è il nome della persona che ha scritto questo articolo di pura fantasia?non credo che sia una persona competente di calcio...l'Italia può solo andar male visto che i primi a essere disinformati sono proprio coloro che ci passano le informazioni stesse...basta vedere le cavolate che ci raccontano ogni giorno sui tg e questo articolo ne è un altro eclatante esempio..


Elimina commento (solo amministratori)
Guarda IP (solo amministratori)
paolo
Inviato il 12.09.2008
alle ore 15:13
Sono un tifoso milanista. Pur sottolineando un eccesso di severità, trovo giuste le osservazioni di Spinelli, soprattutto per quanto riguarda il non ulilizzo dei giovani. Ad esempio, quando vedremo titolari Darmian e Albertazzi?


Elimina commento (solo amministratori)
Guarda IP (solo amministratori)
dino
Inviato il 12.09.2008
alle ore 20:19
Non conosco Gianni Spinelli, ma da quanto leggo, trovo fuori posto le osservazioni della signora Ely: Spinelli ha fatto un'analisi puntuale e fondatissima. Io la penso alla stessa maniera: non si fa una squadra con i nomi. E non si rovinano i giovani. Che il Milan, di cui pure io sono tifoso, prenda esempio dall'Arsenal.


Elimina commento (solo amministratori)
Guarda IP (solo amministratori)

Torna in cima ai commenti


Tutti gli altri articoli di questa rubrica:

pagina 1 di 2    pagine: 1 | 2 |
 

 


PuntoSport - Il magazine sullo sport
Copyright 2008 © HPG Homepage Group S.r.l. - Tutti i diritti riservati

Direttore Responsabile: Gianfranco Moscatelli  -  Direttore Editoriale: Dionisio Ciccarese 
Registrazione Tribunale di Bari n. 50/07 del 4/12/2007

Redazione: Tel  +39 080 9644470  +39 080 9644470 - Fax +39 080 5046888 - redazione@puntosport.net
Via Antonio De Ferrariis, n. 65 - CAP 70124 Bari BA, Italia
I contatti della redazione di Puntosport.net | Suggest: Ottica Bari