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20 ottobre 2008

Grazie Napoli bello e giovane

 Grande lavoro di Marino e Da Laurentiis. Mentre il Milan dei vecchietti...


Mi piace il Napoli, la squadra più vicina alla mia filosofia (senza pretese di panchina) di calcio. Ossia largo a una formazione che metta al primo posto i giovani, inserendoli in un contesto che sa avere fiducia e sa aspettare. Marino, sostenuto dal presidente De Laurentiis, ha fatto un ottimo lavoro, comprando gente come Hamsik, Lavezzi, Santacroce, Mannini, Gargano e Maggio. Giovani o comunque non etichettati.
Dice Eugenio Fascetti: “I giovani, se sono bravi, bisogna farli giocare. Perché devono attendere?”.
Giustissimo. Invece, a parte il Napoli e l’Udinese, gli altri club italiani preferiscono i nomi sperimentati, possibilmente stranieri. Così tipi come Rossi si mandano all’estero. E poi ci sono quelli ancora più giovani che preferiscono scappare, per evitare di ammuffire in panchina o in tribuna.
Lamentarsi delle fughe? Nessuno ha diritto di farlo. I baby non sono stupidi. E’ nel loro diritto ascoltare le sirene intelligenti di club come il Manchester.
Prendete Balotelli. Supermario è un talento. Deve giocare. Non può fare gavetta alle spalle di tale Quaresma, costato una cifra folle, che solo un generoso, per non dire altro, come Moratti, poteva pagare.
E il Milan? Un disastro. Da anni non valorizza un baby, dopo essere stato, specie ai tempi di Nereo Rocco, il primo club ad inserire in prima squadra i ragazzi del vivaio. Con Ancelotti il motto è: “Se non hai almeno trent’anni, cambia mestiere”.
Il Milan è stato capace di non capire Vieira. Il Milan, per parlare del presente, non ha capito Gourcuff ed ora Galliani si arrampica sugli specchi per spiegare un prestito con clausola che potrebbe permettere al Bordeaux di far suo il francesino. Gourcuff è un ottimo giocatore e non poteva dimostrarlo a Milano, impiegato con il contagocce e sempre con gli occhi critici addosso, anche di alcuni giornalisti che ora lo decantano.
No, caro Milan e caro Ancelotti, così non va. Non si acquista Gourcuff per mandarlo in depressione, preferendogli magari un Emerson da pensione. E non si acquista un Pato per farlo vegetare fino a trent’anni.
I giovani, se sono bravi, devono giocare. Per non parlare del vivaio: di grazia, i vari Darmian, Albertazzi, Pasini, Abate (alTorino), cosa devono fare per guadagnarsi la prima squadra?
Il calcio è povera cosa, se insegue le vecchie glorie come Beckam. Per informazioni, rivolgersi a Gilardino.

(Nella foto le belle facce di Hamsik e Maggio che insieme festeggiano un gol)

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Ugo
Inviato il 20.10.2008
alle ore 11:27
Caro Spinelli, questa volta sono d'accordo solo in parte con te. Anche a me piace il Napoli giovane. La penso come te su Balotelli. Ma con il Milan che finalmente comincia a girare sei troppo severo. Ieri Ancelotti ha fatto giocare Pato (19), Borriello (26), Antonini (26), Flamini (24), Ronaldinho (che ha 28 anni, non 38), poi Kakà (26). L'attuale Pallone d'oro, tra l'altro, è arrivato a 21 anni ed è subito stato titolare. Questa dirigenza ha anche continuato a far giocare Maldini da giovanissimo, Ambrosini idem, Gattuso da molto giovane, ha preso Sheva che aveva 23 anni. Insomma, la storia dei vecchietti mi sembra più un luogo comune valido, forse, un paio d'anni fa. Gilardino ha sempre giocato ma non è riuscito a inserirsi: non ha mai "ingranato" con il gioco del Milan, non è per forza colpa dell'allenatore. Gourcuff è un talento che però ha la sfiga di giocare più o meno nel raggio d'azione di Kakà. Vieira (e ti aggiungo anche Davids)? Due errori, è vero. Ma chi non ne commette?


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Gianni
Inviato il 20.10.2008
alle ore 12:41
Onorato ancora una volta del tuo commento, molto competente e molto circostanziato. Alcune precisazioni:1. a 26 anni, nel calcio, non si è giovani; 2. Gattuso e Ambrosini (prestato) sono arrivati al Milan già... lanciati; 3. Kakà? Trovami uno al mondo che non lo avrebbe fatto giocare? 4. Maldini ha continuato a essere schierato (giusto), ma era stato lanciato da Liedholm; 5. Pato rischia di diventare una seconda scelta, anche perché nessuno gli insegna niente; 6. Gourcuff? Un Kakà vero e un aspirante quasi Kakà si possono mandare in campo assieme; 7. Ronaldinho è fuori tema; 8. su Gilardino il tuo discorso ci può stare; 9. gli errori si possono giustificare.
Ergo: insisto sul fatto che in Italia, Milan in testa, manca la mentalità giusta nei confronti dei baby. Che devono respirare fiducia e non devo essere messi sempre sotto esame. E poi, a 18, 19 anni, se si è bravi, si deve giocare, vedi Sudamerica e Inghilterra.
Questo è quanto. Per il piacere di dialogare con te, caro Ugo.


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