
Il crollo del Milan . Previsto. Leggersi il “disappunto” di qualche tempo fa (e poi leggere anche questo). Le cause sono a monte: il Milan, come succede sistematicamente negli ultimi anni, nasce senza un progetto. Galliani e Braida acquistano puntando sui nomi. Politica societaria. Che ha dato risultati, quando poteva darli, ossia con Maldini e tutti gli altri in età da calcio.
Poi, no: è stato un andare avanti, con successi strepitosi in Coppa Campioni e magre, quasi sempre, in campionato. Il mito dell’eternità non esiste. E il Milan non ha voluto capirlo.
Pur con l’etichetta di “club più titolato del mondo”, il Milan andava rifatto, tenendo presenti due regole fondamentali: le grandi squadre nascono dalla difesa e dal centrocampo. Il resto viene di conseguenza. Galliani e Braida hanno pensato solo alle ciliegine, con Ronaldinho in testa.
I risultati? Si vedono. Ronaldinho è un fuoriclasse, anche se al cinquanta per cento. Ma ha il torto di far diventare pletorica una zona del campo, dove a parte Kakà (poverino, gli tocca lavorare per tre), tutti amano lo sterile gioco del tic-tac. Che incanta forse i poeti, ma fa inorridire i veri competenti della semplice scienza pallonara.
Il Milan cammina, non ha uno straccio di centrocampo, non ha difesa. Due reparti, fra l’altro, indeboliti dall’assenza muscolare dei fantasiosi centrocampisti.
Il calcio di oggi è corsa. Non è ballo del mattone. Vedere Miccoli (buon giocatore, per carità) spadroneggiare come fosse un mix fra Maradona e Pelé , la dice lunga. Il Palermo correva, il Milan era un diesel di vecchia generazione. Situazione diventata penosa, anche per l’assenza di Gattuso e Kakà.
Allora? A parte le deficienze d’organico, Ancelotti ha sempre avuto (e continua ad avere) poco coraggio: crede nel suo gruppo e gli propina l’ossigeno, pure quando non è il caso.
Il nuovo Milan doveva nascere attorno a Gattuso, Pirlo, Kakà e Pato. E doveva vestire giovane, con taglie forti. Non è stato fatto. Sono stati sempre ignorati i baby, Gourcuff in testa (in Francia strabilia e il Milan finirà per perderlo). Infine, il nostro (Ancelotti è bravo, ma…) lascia marcire in panchina o in tribuna le poche alternative in organico (Antonini) e non rischia esperimenti, neppure minacciato con il mitra: Flamini, ad esempio, non potrebbe essere provato sulla fascia?
La conclusione è pessimistica. Anche se si può continuare a sperare nei santi, a cominciare da San Ronaldinho.
(Nella foto Ronaldinho in azione contro il Palermo. Fonte acmilan.com)
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ferdinando Inviato il 01.12.2008
alle ore 12:47 |
stavo andando per siti, ho trovato ciò che mi premeva leggere sul milan. proprio uno shifo. ha ragione chi scrive: da milanisti siamo messi male. poveri noi |
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Lorenzo Inviato il 01.12.2008
alle ore 16:54 |
ridicolo tu che fai articoli cosi!!!tu pensa che ieri avevamo un uomo in meno visto che pirlo ancora è inesistente dopo l'infortunio, mancava kakà e il nostro centrocampo gattuso!!! Sempre soliti articoli perchè perde una partita quando invece avevamo steso l'inter e il napoli che non era quello di ieri contro l'inter tutti muti!!! ridicolo |
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filippo Inviato il 01.12.2008
alle ore 17:14 |
il precedente signore è tifoso del milan come me, immagino. io la penso come spinelli. i campionati si vincono giocando tutte le partite del campionato e non soltanto battendo l'inter e il napoli. e le partite si vincono anche senza kakà e gattuso. o ameno si può perdere, senza perdere la faccia. comunque viva milan |
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Giuseppe Inviato il 01.12.2008
alle ore 23:30 |
Magnifico commento di Spinelli . Concordo su tutto . E' stata un'analisi spietata fatta da un competente che sa di calcio e che non usa le mezze parole . Il Milan è da alcuni anni che non è più competitivo in Italia . La competitività consiste nel fatto di avere una difesa forte sia palla a terra che nel gioco aereo ed un centrocampo aggressivo oltrechè propositivo .Poi, le campagne acquisti si fanno di solito sulle magagne riscontrate e sui rimedi . Un esempio per tutti : Ranieri pur disponendo di una squadra muscolare ma non molto tecnica ha puntellato ulteriormente il centrocampo con Sissoko Poulsen , vale a dire con due autentici mastini napoletani ce non fanno passare nemmeno il Padreterno . Il Milan può ad oggi ritenersi fortunato per avere recuperato il miglior Gattuso ( da due anni l'ombra di se stesso ) altrimenti sarebbe notte fonda perchè lui , più di Ambrosini, è quello che ha impeto , forza , capacità di essere cattivo e di mordere . Gli altri, da questo punto di vista, fanno tappezzeria . Come si può vincere in Italia con una squadra simile : sarebbe tollerabile se il Milan segnasse caterve di goal con un attacco atomico mettendo in conto di subirne alcuni , ma non segna nemmeno a piangere , ma allora che senso ha giocare con Seedorf che fa pura accademia, con Ronaldinho , bravo ma lento e lontano dalla porta ,con Pirlo anche lui ormai conosciuto e pressato . In queste condizioni occorrerebbe dare uno straccio di compattezza alla squadra stringendo le linee con un 4 + 4 tra centrocampo e difesa ricorrendo ,per esempio, per il centrocampo a Flamini sulla destra ed a Jankuoscky sulla sinistra così da far rifiatare i due terzioni di posizione quali Antonini e Zambrotta , avendo al centro della difesa il materiale che c'è ( Kaladze e Bonera ) . A completare la linea di centrocampo Gattuso ed Ambrosini ; in attacco Pirlo/ Ronaldinho o Kakà e Pato / Schev |
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billly Inviato il 02.12.2008
alle ore 00:30 |
@Lorenzo: quello ridicolo sei tu perchè perdere una partita 3 a 1 dopo che ti hanno dato anche 2 rigori a favore è a dir poco umiliante!!! |

