
21 novembre 2008
Mou: "Grande Ranieri"
Ranieri: "Grande Mou"
Sorprendente esito dell'intervista immaginaria di Spinelli: tra i due tecnici solo fair play. In infermeria finisce solo il disorientato cronista
La guerra è guerra. Mi preparo per far litigare Mourinho e Ranieri. Alla vigilia di Inter-Juventus, il derby d’Italia, bisogna servire uno scontro velenoso. Alla faccia di chi invoca stile e civiltà.
“Devo essere un moderatore scaltro. Devo provocare con perfidia, ma con voce dolce. Devo farli scontrare ferocemente, rianimandoli quando perdono colpi”: completo il pieno di autostima e ripeto i miei tre comandamenti.
Mourinho e Ranieri sono in poltrona, a due metri buoni di distanza, uno dall’altro. Seri, con gli occhi rivolti al cielo. Nell’altra stanza, ci sono sei poliziotti e tre volontari del Pronto Soccorso. Li ho chiamati, paventando un “dibattito”, tipo Travaglio-Sgarbi. O Marina Ripa di Meana-Anna Falchi. O Di Pietro-Berlusconi.
“Se avessi voluto un lavoro facile, sarei rimasto al Porto, con una bellissima sedia blu, una Champions in bacheca, Dio e dopo Dio il sottoscritto”… Secondo voi, Dio deve ringraziare per il primo posto gentilmente concesso?
Mourinho: “La frase è mia. Quando penso, dico cose pensate, sapendo di passare alla storia. Dio al primo posto? Gli spetta. No, non deve ringraziare. Semmai, devo scusarmi per la mia seconda posizione. Meritata, ma per certi versi blasfema. Io mi occupo di calcio e Dio si occupa di tutto. E non so, fra l’altro, gli schemi e le tattiche che predilige. Certo, amerà il bel gioco e, quindi, guarderà la partita a Sky”.
Ranieri: “Mourinho, con quella bocca, può dire ciò che vuole. Dio sa riconoscere la bravura dei terreni. Special One è unico. Lo so io e lo sa Dio. Che, se vuole, può ringraziare. Come atto dovuto. Mourinho non deve scusarsi. Il secondo posto ci sta”.
Avete allenato entrambi in Inghilterra? Chi ha imparato meglio la lingua?
Mourinho: “Senz’altro Ranieri. Io non ho mai detto che ci ha messo cinque anni a pronunciare correttamente good afternoon e good morning. Ci ha messo cinque minuti. Il collega è intelligente, pronto”.
Ranieri: “Mou è un portento. Intuisce, studia. E’ un libro stampato. In portoghese, in inglese, in italiano, in milanese. Quel pirla, al suo arrivo in Italia, mi ha sbalordito. E’ una parola che ho imparato da lui. Ora so che Josè Mario dos Santos Mourinho Felix non è un pirla. Prima non lo sapevo”.
Ma le ingiurie reciproche, a mezzo-stampa?
Mourinho: “Non sono un pirla. Al massimo, litigo con Sconcerti, con Varriale, con Ancelotti, con Galliani, con Berlusconi. Ecco, a Ranieri chiedo l’autografo. Lo sa lei, giornalista italiano di poca fede, che anni fa mi sono fatto mandare le cassette di Ranieri giocatore, quando fu lanciato nella Roma da Manlio Scopigno? Lo sa che ho imparato a mettere la squadra in campo, guardando i filmati delle partite di Vigor Lamezia e Campania Puteolana, con Ranieri in panchina?”.
Ranieri: “Litigare con un sant’uomo come Mourinho? Gufare per veder perdere la sua Inter? Solite stronzate dei cronisti. La verità è che colleghi simili vanno venerati. Per intenderci, io ho la sua foto sul letto. E, prima di addormentarmi, la guardo e faccio il pieno di santità. E mia moglie mi imita. Geloso, perché ha fatto meglio di me al Chelsea? Boiate. Bravo, bravo, José Mario. La mia Juve cerca di giocare come il suo Porto”.
Mourinho, dia un voto a Ranieri. E lei, Ranieri, dia un voto a Mourinho. Da uno a dieci.
Mourinho: “Nove e mezzo per la personalità. Nove per le conoscenze tecniche. Nove per come mette la squadra in campo”.
Ranieri: “Nove per come mette la squadra in campo. Nove per le conoscenze tecniche. Nove e mezzo per la personalità”.
Special One uguale Ranieri. E viceversa…
Mourinho: “Ranieri più bravo di me”.
Ranieri: “Mourinho più bravo di me”.
Il miglior presidente? Il miglior giocatore?
Mourinho: “Gobolli Gigli. Del Piero”.
Ranieri: “Moratti. Ibraimovich”.
Un pronostico per Inter-Juve?
Mourinho: “Vince la Juve per 2-1”.
Ranieri: “Vince l’Inter per 2-1”.
Un saluto e un augurio…
Mourinho e Ranieri si abbracciano e si baciano. Cinque minuti, con i cuoricini che volano. Poi Mourinho grida: “Forza Juve”. E Ranieri copre la voce del collega: “Forza Inter”.
Del sottoscritto si occupano gli amici del Pronto Soccorso.
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