
E’ l’ora del tormentone di Amauri. Finirà con l’essere noioso e stucchevole, per ora è “soltanto” fastidioso. L’esercito dei peones è alle grandi manovre. Ha trovato una nuova… ispirazione e un pretesto per ammorbarci: vuole Amauri con la maglia della Nazionale italiana. Lo auspicava metà dei giornalisti italiani sospinti dall’iter per la consegna del passaporto nazionale, poi è stata coinvolta la mamma, quindi Lippi ,Cobolli Gigli. Tutti attori di una telenovela in salsa italico-sudamericana (una vera miscela esplosiva di piagnucolii e condimenti vari) che è all’attacco per avere la folgore juventina nella nostra maggiore rappresentativa sportiva.
Amauri dal canto suo ha già chiarito il proprio pensiero: “Se posso scegliere tra Brasile e Italia, scelgo Brasile”. Dichiarazione legittima e onesta che fa di lui un buon brasiliano ed un atleta trasparente. Dal canto suo Dunga ha fatto sapere che Amauri rientra nei suoi programmi anche se nessuno può garantirgli il posto da titolare.
La questione tra le persone di buonsenso sarebbe stata archiviata ed invece sta per diventare un nuovo tormentone (almeno fino a quando Dunga non lo chiamerà tra i carioca mettendo fine alla telenovela). Fossi Dunga mi affretterei a convocarlo: in un sol colpo metterebbe a segno un doppio risultato. Da un lato la convocazione di uno degli attaccanti più promettenti per il prossimo Mondiale, dall’altro lo sottrarrebbe ad una formazione rivale che non solo è campione in carica, ma rappresenta un avversario storico e non troppo facile per la propria nazionale.
Probabilmente così andrà a finire con buona pace di tutti coloro che pur di vincere qualcosa sono pronti a fare della nazionale azzurra una legione straniera. E’ un gioco un po’ penoso. Ma chi rappresenterebbe una nazionale imbottita di “oriundi”? Si può “svendere” la maglia azzurra per la previsione di un successo? Si può consegnare la nazionale a chi ha già onestamente dichiarato di preferire quella del Brasile? Sono interrogativi così banali che un po’ mi vergogno a ribadirli.
Eppure questa storia di Amauri non finisce qui. Un’altra penosa (ed inutile) telenovela minaccia di protrarsi per un po’ di tempo. Come abbiamo accennato a cavalcare il tormentone ci si è messo pure Lippi che “conta” di avere il fuoriclasse brasiliano per il 2009. Il c.t. della Nazionale ha l’affetto e la gratitudine della nazione intera per l’impresa dei Mondiali tedeschi, ma questa volta sbaglia ad inseguire un calciatore che non ha l’Italia (sia pure solo quella calcistica) in cima ai suoi pensieri. Ed è un peccato che accecato da questo desiderio stenti ad accorgersi di talenti purissimi (quanto e più di quello di Amauri) che aspettano solo un cenno per baciare quella maglia: Antonio Cassano in testa. Chissà che il 2009 non regali al mondo calcistico l’elemento essenziale di cui difetta: il buonsenso.
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pippo Inviato il 30.12.2008
alle ore 10:57 |
D'accordo. Ma lo stesso Amauri, con la stucchevole sollecitazione di alcuni giornalisti, ha fatto ampiamente il doppio gioco. IL FATTO è CHE IL SUDDETTO è UN BRASILIANO. pER CUI DEVE GIOCARE CON IL bRASILE. lA NAZIONALE ITALIANA è DEGLI ITALIANI. STOP. |

