
Che lo si voglia ammettere o no la “sorpresa” di questa domenica è proprio il Milan. I farmacisti dell'analisi calcistica intervengono col misurino, ma quello che va detto è che ad Ancelotti va riconosciuta la capacità di innovare “sperimentando” una squadra a trazione anteriore come poche altre volte si è visto nella storia calcistica dei club.
Si può giocare con gli alambicchi del lessico sportivo provando a fare i giudici di una materia tanto popolare quanto difficile, ma ieri Ancelotti ha messo in campo con coraggio una formazione di stelle che anche se non è ancora stellare può diventarlo. E se accadrà, soprattutto con opportuni e urgenti rinforzi in difesa, saranno dolori. Per gli approfondimenti tecnici e altre valutazioni rimando al pezzo del collega Gianni Spinelli.
Lo stesso Ancelotti non ha affatto nascosto la sua curiosità per questo schieramento (“è stata la prima volta anche per me”, ha dichiarato) e si è detto convinto che proseguirà su questa strada.
Gli amanti del bel calcio non possono che rallegrarsene. Se questa squadra “girerà” lo spettacolo è assicurato. Ancelotti ha le idee chiare: con una formazione così “esposta” nel reparto offensivo per l'alta densità di piedi buoni tutti devono sacrificarsi. Se lo comprenderanno fino in fondo anche gli attori rossoneri, bisognerà solo aspettare di mettere a punto gli automatismi e il gioco sarà fatto.
Non poteva accadere al primo esperimento e, difatti, non è accaduto nonostante la presenza di un Beckham che più di ogni altro è finito nei... laboratori dei Cagliostro di casa nostra.
La sua prestazione è stata vivisezionata e giudicata, bontà loro, sufficiente. L'inglese ha svolto il suo compito con diligenza, precisione e intelligenza tattica. Ed anche con coraggio giacché in più di un'occasione si è lanciato in spericolate azioni di interdizione. Che cosa ci si aspettava da un calciatore che nel giro di qualche settimana è rimbalzato dagli Stati Uniti, all'Italia, quindi a Dubai e poi in campo dal primo minuto contro la Roma?
Quel che sorprende è il difetto di analisi. C'è chi ha parlato di battuta d'arresto del Milan: un'autentica idiozia se si considera che il Milan giocava fuori casa e lo faceva contro la Roma, squadra che Spalletti, benché privo di Totti, sta riportando a livelli altissimi.
Ne vedremo delle belle e vedremo tanti testa-coda giornalistici se il Milan si metterà a correre così come spera di fare.
Lo sanno bene Mourinho e Ranieri, che da capitani di lungo corso hanno un'idea precisa di quanto ancora sia lunga la navigazione verso lo scudetto. Ci sarà da divertirsi con quattro squadre che sembrano orientate a costruire non solo il loro presente, ma anche il loro futuro. Quattro squadre, Inter, Juve, Milan e Roma, che sembrano destinate a dire una parola forte nei prossimi anni anche in campo internazionale. Il calcio italiano sta costruendo qualcosa di buono, di molto buono per tornare a imporsi all'attenzione mondiale. Nonostante tutti gli sforzi degli alchimisti di casa nostra impegnati a preparare pozioni velenose.
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