
«La radiocronaca è una splendida amante che merita il rispetto di una moglie». La definizione è di un fuoriclasse del mezzo radiofonico, Sandro Ciotti, uno tra i giornalisti che più di altri ha scandito il pomeriggio della domenica sportiva per decenni con una trasmissione che è nella storia della radio e nel cuore degli italiani: “Tutto il calcio minuto per minuto”.
Radio piccole, grandi, portatili, d'epoca, con auricolare: così venivano catturate le onde dell'etere dove si propagava la sequenza di voci che ha reso grande e popolare una trasmissione che sperimentalmente partì nel 1959. A beneficio degli aficionados dei dati diremo che la prima puntata ufficiale risale al 10 gennaio 1960, ma come abbiamo accennato, l'avvio sperimentale risale ad un anno prima. Dunque” Tutto il calcio minuto per minuto” ha 50 anni. Partita con le sole cronache dei secondi tempi, estese le cronache agli interi match. E sempre per chi ama i dettagli della storia dei mezzi di comunicazione val la pena di ricordare che il primo conduttore della memorabile trasmissione è stato un altro mito del microfono, Roberto Bortoluzzi (che manterrà quel ruolo fino all'87, quando cederà il ruolo di play-maker radiofonico ad Enrico Ameri). Tre le partite collegate in diretta: Milan-Juventus (con commento nientepopodimenoche di Nicolò Carosio), Bologna-Napoli (con la voce di Ameri) e Alessandria-Padova (con quella di Andrea Boscione).
C'è nelle loro radiocronache la storia di un Paese che si fermava al cospetto della radio agitando, controllando e ricontrollando una schedina del Totocalcio nella speranza di fare un 13 milionario. Ma c'è anche la forza di un programma che in 50 anni è risultato inossidabile ed impermeabile alla diffusione della radio e delle tv private, alle pay-tv, alle pay-per-view, al satellite e anche al web. Tutto il calcio minuto per minuto ancora oggi rappresenta un punto di riferimento dell'informazione sportiva oltre che un baluardo del giornalismo di qualità.
Oggi è nelle mani di Alfredo Provenzali e Filippo Corsini, altre due colonne dell'informazione sportiva della Rai. E davanti a tanta professionalità, militanza e garbo delle radiocronache c'è davvero da togliersi il cappello. Il 15 settembre del 2007 la trasmissione ha ottenuto la “Grolla d'oro” del premio Saint-Vincent per il giornalismo. Un riconoscimento per una trasmissione che, in 50 anni, ad ogni messa in onda ha rappresentato anche un'esercitazione di... formazione a distanza per chi intendeva cimentarsi con il giornalismo radiofonico.
E di questi tempi, in cui l'accesso alla radio (soprattutto alle locali), è diventato persino casuale e privo di qualsiasi tirocinio o studio verrebbe da dire: “Scusa, scusa Ameri...” per le tante corbellerie che inondano l'etere.
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antonio Inviato il 13.01.2009
alle ore 15:33 |
Il fascino della radio è stato unico: dava al tifo un'emozione assolutamente poetica. Castellazzi ha ricordato le voci di Ciotti, di Ameri e di tanti altri. Una pagina da far leggere ai giovanissimi anche fra cinquant'anni. Grazie, Puntosport. |

