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20 gennaio 2009

Siamo giornalisti
e vai con le bufale!

 I soliti "Marca" e "As" sparano una sciocchezza e tutti dietro a rilanciarla. Il "capolavoro" di Sky Sport su Kakà


Che uno inventi più di un'idiozia, passi. Ma che un altro le rilanci senza un minimo di senso critico è davvero insopportabile. Accade che i soliti Marca e As (quotidiani tra i più venduti in Spagna, entrambi con sede a Madrid) scrivano oggi che Kakà spera in una chiamata del Real Madrid. A rivelarlo non sarebbe il magazziniere di Milanello, ma Ancelotti da una parte e Beckham dall'altra. Per intenderci, si tratta degli stessi giornali che per tutta l'estate, ogni giorno, hanno dato per certo il passaggio di Cristiano Ronaldo al Real Madrid. Circostanza clamorosamente smentita dai fatti e da ripetute dichiarazioni d'amore di Cristiano Ronaldo per il Manchester United e il suo allenatore, sir Alex Ferguson.
Che anche questa su Kakà sia una bufala a denominazione d'origine controllata lo capisce chiunque. Tranne, naturalmente, i giornalisti di Sky Sport. Gli stessi che per giorni ci hanno ammorbato con psicologia di risulta (Kakà con la valigia: vuol dire che parte, Kakà che si abbraccia con i compagni a fine gara: vuol dire che sta per andare via, Kakà applaude verso la curva: sta salutando per l'ultima volta) seppellita dall'evidenza dei fatti.
Naturalmente nel circo mediatico Sky ha un ruolo di primo piano e aveva anche un signor progetto con un'informazione ciclica, continua e con variazioni in progress nell'arco dell'intera giornata. Peccato che gli “aggiornamenti” siano per lo più chiacchiere o peggio siano spesso il lancio di idiozie pubblicate da altri. Senza un briciolo di senso critico (qualità essenziale nell'attività giornalistica e pressoché sconosciuta). L'importante, insomma, è gridare. E i giornalisti di Sky gridano, eccome se gridano. Peccato che un progetto che vede l'impiego di risorse sterminate, invece, di dare il tanto atteso scatto di qualità all'informazione sportiva abbia finito non solo con l'omologarsi e con il cavalcare un modello di diffusione di notizie verosimili (che non significa vere) ed urlate, ma stia guidando un format che ha nell'indiscrezione a buon mercato i suoi punti di... forza. Un vero peccato anche perché tra i vertici dello sport ci sono anche giornalisti di vaglia come Giovanni Bruno, autore tra l'altro di “Miti”, bellissima trasmissione sportiva in onda qualche anno fa su Raidue.
Ma quello di ieri sera su Kakà, dobbiamo proprio dirlo, è stato un autentico capolavoro della finzione giornalistica. Dopo averne atteso, sospirato e... finalmente annunciato il trasferimento (“ormai è fatta, manca solo la firma del giocatore”, con tanto di ultim'ora in bella evidenza) i tre giornalisti in studio sono stati presi in... contropiede dalla telefonata di Berlusconi che annunciava la scelta di Kakà di rimanere al Milan. Una telefonata piombata mentre uno dei tre spiegava, con tono quasi accademico, come fosse ineluttabile il passaggio di Kakà al Manchester City. E il capolavoro è stato quello di annunciare senza imbarazzo che Berlusconi aveva dichiarato a loro “in esclusiva” la decisione di Kakà. Come dire: avete visto come siamo bravi? Vi abbiamo dato per primi la smentita di quello che sosteniamo da giorni? Peraltro il patron del Milan aveva già dato la notizia in anteprima al processo di Biscardi, su Italia 7 Gold.
Dopo aver detto di tutto, in questi giorni, su questa vicenda ed essendo stati clamorosamente smentiti dai fatti, forse, alla redazione di Sky avrebbe giovato un po' di prudenza. E, invece, è così grande la voglia di sensazionalismo in questa benedetta categoria di giornalisti che non è parso vero di poter dare la notizia di un Kakà che mentre si affaccia alla finestra (e dichiara: "Il Milan è la mia casa") sventolando la maglia rossonera (un fatto) aspetta ansioso una telefonata del Real Madrid (indiscrezione attribuita peraltro ad Ancelotti, che è in realtà, oltre che un eccellente allenatore, è un campione di riservatezza).
Chiedersi perché in generale la categoria dei giornalisti non abbia poi la considerazione della gente e che il mestiere sia finito nella categoria delle attività “frivole” è ormai un esercizio inutile. Semmai la domanda è: perché mai davanti a tante “smentite” che arrivano regolarmente dai fatti la gente dovrebbe ancora credere ai giornalisti?
Il giornalismo impone che sia un fatto a generare una notizia. Viviamo un'epoca in cui è la notizia a generare un fatto. Kakà aspetta la telefonata del Real Madrid: la notizia è palesemente falsa. Ma è, in ogni caso, diventato un fatto di cui tutti si occupano. E quel che è peggio senza dire che si tratta di una bufala.

(Nella foto un altro presunto scoop di Marca, che quest'estate annunciava il passaggio di Cristiano Ronaldo al Real Madrid. Cristiano Ronaldo è un giocatore del Manchester United)

 
Video: Berlusconi annuncia in diretta che Kakà resta al Milan
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