
Che palle! Donadoni non ha ancora iniziato gli allenamenti per gli Europei ed è gia finito nel mirino degli opinion-killer. Firme prestigiose (Cerruti e Ferraiolo) di testate autorevoli (Gazzetta dello Sport e Corriere dello Sport) armate di tutto punto e con il colpo in canna. Il ct è avvisato: se sbaglia gli Europei non avrà scampo. Che cosa ha combinato di così grave? Udite, udite: ha convocato quel “mascalzone” di Cassano, geniale e delizioso quanto volete, ma sempre mascalzone (latino e meridionale per di più) resta. E poi quell'imperdonabile 24. Ma perché convocare un solo giocatore in più rispetto a quelli che poi partiranno? L'analisi è... lucida e si abbatte come una sentenza: il ct non ha le idee chiare. Meglio Bearzot eLippi(peccato che i Lettori abbiano la memoria corta e le “collezioni” dei giornali siano materia per... pochi addetti ai lavori) che ne convocarono uno in più per ogni reparto. E, naturalmente, il paragone non poteva che essere con i due ct che hanno vinto i Mondiali, ma la cui storia premondiale è stata costellata di critiche in tutto uguali. Insomma nei grandi eventi ci sono sempre grandi costanti: anche gli opinionisti del pallone che questa volta hanno regolarmente criticato il ct, “doverosamente” salutato la convocazione di Del Piero e “automaticamente” stroncato Cassano. Eh già, perché quell'automaticamente galleggia nel brodo di quella parte della psicologia comportamentale che si occupa delle “risposte automatiche” ed affonda le sue radici nell'etologia (il cui padre riconosciuto, per intenderci, è il premio Nobel Konrad Lorenz). Nessuno sforzo di riconoscere a Donadoni il coraggio di andare controcorrente (cioè, non in maniera... automatica) e di valorizzare un giovanotto che se è vero che ne ha combinate di tutti colori, sul palcoscenico nazionale ha mostrato di avere un sacro rispetto (lacrime comprese) del tricolore e dell'azzurro-savoia che colora la nazionale.
E poi tutte le disquisizioni sul modulo. Come si fa ora con Del Piero e con Cassano? Geniali in fatto di creatività, ma limitati in fase di copertura. Povero Donadoni è già sulla graticola, ancor prima di dare fuoco ai carboni. Ormai si è già detto tutto: schemi possibili, moduli di gioco, giocatori da schierare. E si tratta di “comportamenti” così scontati che non c'è bisogno di scomodare studiosi di valore. E' sempre la stessa musica con gli stessi musicisti. Pronti a intonare l'inno nazionale se Donadoni ci porterà sul tetto d'Europa. Che tristezza!
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Andrea Inviato il 21.05.2008
alle ore 16:45 |
Dante Castelazzi ha visto giusto: i pregiudizi della grande stampa sportiva sono ormai un noioso luogo comune. Comanda la vuota dietrologia. E pensare che i numeri calcistici sono come quelli di sua maestà, la Matematica... Le prestazioni si valutano dopo le partite. Del resto la storia della Nazionale è piena di sconfitte per la stampa big. Non ne ha azzeccata mai una, dai tempi di Bearzot a quelli di Lippi. Coraggio Donadoni, sei destinato a vincere. |
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pippo Inviato il 21.05.2008
alle ore 18:32 |
le esercitazioni dialettiche di certa stampa la dicono tutta sulla competenza dei soloni del pallone. si scrive per partito preso, per la voglia di stupire e per dare addosso a un tecnico che non fa il leccalecca a nessuno. Condivido la nota di puntosport. Auguri. |

