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3 giugno 2008

Mourinho-Moratti
i rischi dell'Inter...

 La formazione nerazzurra può davvero diventare grande nel rispetto di ruoli e competenze


Questo signor Mourinho è proprio un bel tipo. Fedele al suo personaggio si è presentato ai giornalisti e al pubblico italiano esattamente come da copione. Sicuro, convincente, determinato, chiaro. Con una chiarezza che ha sorpreso anche i più scettici grazie al suo italiano che studiava da mesi ed ha imparato in fretta. Ora avrà modo di perfezionarlo tra un allenamento e l'altro, tra una cena e l'altra con il presidente Moratti.L'Interadesso corre un rischio grosso: quello di diventare una squadra e di aprire un ciclo. Qualcuno obietterà: ma perché una squadra che vince 2/3 scudetti di seguito non è una squadra?
No, l'Inter finora è stata una formazione vincente. Ha vinto grazie alla sua superiore muscolarità. Ha vinto grazie ad una rosa infinita di fuoriclasse. Ha vinto grazie ai colpi di genio e alle invenzioni dei suoi uomini migliori. Ma l'Inter non ha mai dato finora la percezione di essere una squadra, una compagine per intenderci capace di aprire un ciclo. La (Juve) di Trapattoni e Lippi, il Milan di Sacchi, Capello e Ancelotti. Una squadra in grado di guardare tutti dall'alto in basso con una superiorità nel gioco e nella personalità.
Con il signor Mourinho corre questo rischio. Ora Mourinho e Moratti hanno un'occasione unica a testa. Mourinho può consacrarsi come uno dei tecnici più dotati e competenti. Moratti ha la possibilità di dimostrare che vuole davvero ripercorrere le orme di un passato di famiglia fatto di successi e di acclamazioni. E di essere riuscito a farlo con una politica sorniona, silenziosa, ma efficace. Mancini ha pagato il suo smacco. Ha pagato magari un colpo di testa di cui si è pentito poche ore dopo. Tuttavia era difficile per qualsiasi presidente mandare giù l'affronto di un disimpegno unilaterale nel cuore di un programma in pieno svolgimento.
I buonisti (quelli che non mancano mai quando devono fare i conti con situazioni in cui sono estranei) sono con Mancini. Gli uomini d'azienda con Moratti Ora però il presidente dovrà fare il presidente con uno tosto, uno che non fa sconti su ruoli e competenze. Per questo l'Inter corre il rischio di tornare ad essere grandissima. Per il 50 per cento dipenderà dalla competenza di Mourinho. Per l'altro 50 per cento dalla capacità che Moratti avrà nel fare il presidente. “Solo” il presidente.

(Nella foto Mourinho con Beppe Baresi, suo vice sulla panchina, fonte Inter.it)

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alex52
Inviato il 04.06.2008
alle ore 22:40
e' una parola far fare a moratti solo il presidente!! E meno male. pensiero di milanista


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