
Dice un vecchio adagio inglese: “ I fatti sono fatti e bisogna lasciar parlare i fatti”. Sacrosanto e ineccepibile. Ma sconosciuto alla redazione del “The Guardian”, il quotidiano nato a Manchester nel secondo decennio del 1800 (con sede anche a Londra) che viene considerato il punto di riferimento dei laburisti. Beh, non c’è dubbio che la loro fantasia… lavori a pieno regime. Un’altra uscita oggi sul sito ufficiale del giornale con l’offerta mozzafiato di 100 milioni di euro per l’acquisto di Kakàda parte del Chelsea .
Una notizia vecchia alla quale, secondo quanto rivelato da Galliani, Berlusconi ha fastidiosamente risposto: “Non se ne parla nemmeno”. Kakà in queste settimane non ha fatto altro che ripetere che dal Milannon si muove. Da qualche giorno alla corte di Ancelotti è arrivato Ronaldinho. Il Milan fa letteralmente fuochi d’artificio sul mercato e a San Siro. Gli abbonamenti crescono a ritmo incalzante, migliaia di tifosi aspettano la presentazione della nuova divisa, gli sponsor (adidas e Nike) gongolano per opposte ragioni e il “The Guardian” sperimenta una regola che poco ha a che fare con canoni del celebrato giornalismo anglosassone.
Un tempo erano i fatti a generare le notizie, oggi basta una notizia (o una bufala) a generare un fatto. E tutti a discuterne come se fosse plausibile, vera e oggetto di trattative. Gli inglesi possono mettersi l’anima in pace. Hanno perso Ronaldinho (lo voleva disperatamente, guarda caso, il Manchester City) e Mourinho, nell’arco della prossima stagione perderanno anche un fuoriclasse del valore di Cristiano Ronaldo: il suo addio è solo penosamente slittato.
Certo, restano le bufale. E le bufale piacciono non solo ai giornalisti, ma anche ad un certo tipo di pubblico. Danno libero sfogo alle voci piuttosto che alle notizie, al pettegolezzo da bar piuttosto che ai fatti.
Bene loro si tengano pure tutte bufale che vogliono. Il calcio italiano si tiene stretto Kakà e Ronaldinho. Contenti loro…
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