
Ancelotti, dunque, è sulla graticola. Non sembra vero a chi ha provato a mettercelo persino quando le cose filavano per il verso giusto. Figuriamoci ora: 7 partite su 9 perse, una vera manna per i critici di Carletto rossonero. Poco importa se in realtà per larga parte si è trattato di amichevoli giocate coi ragazzini: ha perso, dunque, accendiamo i fuochi e che Ancelotti vada al rogo. Ma sì, serve anche il consenso: ed ecco un bel sondaggio pronto alla bisogna. I tifosi contestano la campagna acquisti del Milan. Il cerchio è chiuso: sconfitte, analisi di risulta da presunti tecnici e consenso di presunti tifosi che si sentono così vicini ai presunti tecnici. Una buona dose di sospetto e l'inquisizione può strombazzare il suo verdetto.
Inutile dire che si tratta di un meccanismo pericoloso che si basa più sulle emozioni che sul ragionamento. Inutile dirlo perché molti non lo comprenderebbero e quelli che invece lo comprendono da questa situazione traggono benefici (in termini di copie vendute e accessi ai siti).
Prima o poi bisognerà interrogarsi anche tra giornalisti (psicologi della comunicazione, mass-mediologi e sociologi lo hanno già fatto) sul ruolo che ha internet sulla formazione di un'opinione pubblica in cui tutto è incontrollato ed anonimo (a cominciare dalle community, dai forum, dai sondaggi e così via). Ma questo forse è troppo per il giornalismo sportivo (e in generale per il giornalismo italiano) in cui ignoranza, nepotismo e giustizialismo spicciolo la fanno da padrone. Per molti anni nelle redazioni italiane ha fatto il giro una pietra miliare di questo genere di giornalismo: “non è importante che una notizia sia vera, basta che sia verosimile”. Una bestemmia.
La vicenda di Ancelotti è in realtà marginale rispetto a questi tempi sebbene il meccanismo logico che guida le critiche sia esattamente lo stesso.
C'è da chiedersi che cosa accadrà quando Ancelotti e il Milan riprenderanno a vincere (vedrete, succederà) e a stupire. Non accadrà nulla. I giornali ormai sono fatti per essere letti frettolosamente e poi buttati: tutti dimenticano in fretta. Giornalisti, tifosi, critici a gettone. Ora la campagna acquisti del Milan è nel mirino dei tifosi, ma provate a chiedere a qualcuno tra loro (e per la verità lo si potrebbe fare con molti sedicenti giornalisti sportivi) se conoscono la banale differenza tra uno sforzo aerobico ed uno anaerobico, se hanno qualche rudimento di traumatologia sportiva per evitare di usare con totale indifferenza i termini strappo e stiramento. E' la fiera dell'incompetenza basata su una risposta automatica: negativamente critica se tutto va male, esaltante se tutto va bene.
E che questo accada persino in un tempio del giornalismo sportivo è veramente una tragedia. Tanto più che da quelle parti sono così cambiate le cose che non si capisce neanche dove sia il problema. Che tristezza!
(Nella foto Ancelotti mentre da indicazioni ai suoi giocatori durante una partita, fonte acmilan.com)
Lascia un tuo commento ▼ (4 commenti inseriti)|
Gino Inviato il 15.09.2008
alle ore 13:15 |
L'analisi potrebbe essere in gran parte condivisibile se non trasparisse che il giornalista abbia una simpatia per Ancelotti e per il Milan. Detto questo resta comunque apprezzabile la critica alla categoria dei giornalisti sportivi. Ormai non se ne può più specialmente di quelli che vanno in televisione a fare i buffoni. Ah, come sono lontani i tempi di Gianni Brera o di Ghirelli... |
|
Gianni Inviato il 15.09.2008
alle ore 16:12 |
Certo, Castellazzi, il Milan tornerà a vincere. E ci mancherebbe pure. Ma il dato di fatto incontestabile, ad oggi, è solo uno: i rossoneri, domenica, sono stati letteralmente surclassati dal Genoa sul piano del gioco, del ritmo, della concentrazione, dell'essere squadra e semplice non album di figurine. Questo è un fatto. Il "tornerà a vincere" è un'opinione. Auspicabile, altamente probabile, forse certa, ma comunque lontana dall'essere un fatto. |
|
Francesco Inviato il 15.09.2008
alle ore 16:25 |
D'accordo sulla superficialità delle critiche al Milan e ad Ancellotti. D'accordo anche sul fatto che il Milan dovrebbe ritrovare i risultati. Comunque, resta la realtà di una squadra fatta nascere senza alcun progetto. Si voleva continuare con l'abero di Natale o tentare la via di innovazioni tattiche? Al Milan non lo sa nessuno e se qualcuno sa fa finta di non sapere. Come si possono far convivere Seedorf, Ronaldinho e Kakà, specie con uomini di fascia e difensori scarsi o da museo delle cere? Si dirà la classe è classe e prima o dopo vien fuori. Non ci credo: il calcio è spettacolo quando rispetta le regole di base. Che sono giocatori al posto giusto, difensori agili, abilità di corsa, fantasia e gente che sa mandare il pallone in rete. E, per mandare il pallone in rete, non è detto che si debba essere im molti. Il Milan , al momento, non ha le tre fasi di gioco: difesa, creazione, finalizzazione. Ancelotti può farcela se supera la sudditanza verso i senatori e trova il coraggio di cambiare, facendo il mix giusto tra le eccellenze tecniche e la grinta e la fame dei giovani. |
|
Malol Inviato il 16.09.2008
alle ore 17:56 |
I giornalisti che (s)parlano dei giornalisti sono spassosissimi. |

