
Che bella partita. Potrà essere soddisfatto Mourinho: chi all'estero ha visto la gara potrà modificare la sua percezione sul calcio italiano guardingo ed attendista. E' stata una gara piena di emozioni, con un primo piano da continua fibrillazione. Una gara corretta che Rizzoli non ha avuto difficoltà a portare a termine evitando una fiscalità che avrebbe ucciso il match.
Non c'è dubbio che le due squadre sono destinate a recitare un ruolo di primissimo piano per l'intero campionato. Ma dobbiamo augurarci che tanto ardore possa figurare anche nelle competizioni della Champions, supercampionato europeo dal quale entrambe le squadre sono lontane da molto, troppo tempo.
A vederle in campo non si può dire che siano seconde ad alcuna anche in campo internazionale. La Juventus (questa Juventus) potrebbe difettare di “esperienza”, ma le vicende con il Real Madrid hanno per fortuna dimostrato che non è così. All'Inter potrebbe mancare quella convinzione che è stata la costante della gestione Mancini e che con Mourinho potrebbe essere definitivamente superata.
Forse è stata la migliore partita dei nerazzurri. Anzi, lo è stata. Ed alla fine hanno vinto meritatamente. Ma ha vinto, bisogna dirlo, soprattutto Mourinho. Ha vinto la sua idea di calcio, la sua idea di squadra. Ha un'abilità che va di traverso a molti cronisti: risposte intelligenti a domande stupide. In effetti non è facile da sopportare. Ma il portoghese ha ragione, ancora una volta ha ragione lui. E' un vincente, è competente, è capace sia sul piano tecnico sia su quello psicologico sia su quello gestionale. E' uno dei veri pochi esempi di allenatore-manager e delle volte parla quel linguaggio da manager sconosciuto ai più.
Lancia allarmi degni di maggiore attenzione sul calcio italiano. Gli stessi giornalisti che lo hanno criticato per le dichiarazioni sulla “vendibilità” del calcio italiano sono gli stessi che hanno celebrato il progetto del nuovo stadio della Juve senza rendersi conto che si tratta di due capitoli della medesima materia: la gestione moderna di un calcio che continua ad avere un orientamento al prodotto piuttosto che guardare al mercato.
Sarà un po' deluso il Milan che legittimamente e probabilmente confidava nel pareggio per un nuovo sorpasso in caso di successo a Torino. Ma Ancelotti può ancora confidare nello stress che genererà la pressione della Champions sia sull'Inter sia sulla Juve. Lui lo sa meglio di chiunque altro cosa significa stare sotto pressione per il supercampionato d'Europa.
Intanto applausi all'Inter di Mourinho, onore alla Juve di Ranieri. Il campionato ha già stabilito tra chi si gioca lo scudetto. Una partita a tre con qualche sorpresa di tanto in tanto.
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ferruccio Inviato il 23.11.2008
alle ore 10:14 |
d'accordo. d'accordissimo. |
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wilcott Inviato il 23.11.2008
alle ore 16:04 |
Concordo. Mourinho è un grandissimo! Forse qualcuno si aspettava che venisse in Italia a vincere tutte le partite 5-0... e non ci si rende conto che questo qui non perde praticamente mai... e, anche se molto duro, è amato da tutti i suoi giocatori. Con questi presupposti qualsiasi squadra può arrivare molto lontano. |

