
16 gennaio 2009
Su Kakà solo tante voci
e due notizie vere...
Una giornata convulsa, paradossale senza senso della misura così come i milioni che girano intorno al triangolo Milan - Manchester City - giocatore
Voci, voci, voci. Milano ne è piena, si rincorrono per l'Italia, rimbalzano in tutto il mondo. Naturalmente è il “caso Kakà” a tenere banco, una vicenda planetaria che va ben oltre i confini dello sport e vale molto di più dei milioni che lo sceicco ha messo sul tavolo pur di togliersi il capriccio e portare nel suo Manchester City uno fra i giocatori più forti e soprattutto più popolari del mondo.
Fra chi sta seguendo la vicenda ci sono due categorie di persone: chi è a caccia di notizie e chi ne ha sempre una in più degli altri. Ed per è questo motivo che chi vuole realmente capire fa fatica a risalire ad una verità vera e non semplicemente verosimile.
Nel momento in cui questa notizia va on line la situazione è (più o meno) la seguente: il City vuole fortissimamente il giocatore; lui sembra non voglia saperne (al cuore rossonero non si comanda); il suo procutarore, cioè il padre, invece sarebbe intenzionato ad accettare (pecunia non olet); il Milan tace, nicchia, sembra ingolosito dal piatto di milioni messo in tavola dall'arabo. A tutto questo ci sarebbe da aggiungere lo sfogo che avrebbe avuto il giocatore con i compagni ieri sera durante una cena. Dunque, una serie di voci, notizie presunte accompagnate da numerosi condizionali con tanto di “sembra” e “pare”.
Le cose certe al momento e (almeno per il punto 2) fino a prova del contrario sarebbero due e le riportiamo in ordine cronologico:
1.Domani c'è la partita con la Fiorentina e Kakà sarà in campo (lo hanno assicurato fonti interne alla società, qualcuno dice il direttore della comunicazione Vittorio Mentana)
2.Lunedì c'è un incontro fra Galliani e il papà-manager Bosco Leite e non si esclude che possa esserci anche lo stesso giocatore.
Il resto è qualcosa su cui tutti possono divertirsi disegnare scenari e retroscena o a soffrire (dipende dai colori del cuore). Ma con una speranza che si resti con i piedi per terra perché la realtà e la vita di tutti sono lontane, molto lontane da questo “oggetto-calcio” che ancora continuiamo a chiamare gioco.
(Nel fermo immagine dal tg di Studiosport Kakà all'arrivo a Milanello saluta i tifosi)
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