
A margine delle ultime esibizioni calcistiche delle squadre di casa nostra c’è da fare una riflessione che esula dagli schemi, dallo stato di forma delle stelle di cui dispongono, della verve o della buona educazione di tecnici e presidenti. Riguarda i gol segnati negli ultimi minuti, anzi nei minuti di recupero. Lo chiamano Fattore C.
A rispolverare questo antico e sempreverde “titolo” è stato Carlo Ancelotti, fra i maggiori beneficiari (fino alla partita di Lecce) del fenomeno. Adesso aspettiamo di vedere come suonerà la definizione in italo-portoghese (anche Mou ne ha tratto più di un beneficio). Le opinioni contrarie si possono chiedere a Spalletti o Marino o Orlandi per citare solo le “vittime” più recenti.
Ma al di là di denominazioni anatomiche si potrebbe chiamare Fattore R: R come recupero. Infatti i minuti finali dei match che cosa sono se non i famosi minuti di recupero ormai visti come uno spauracchio da panchine e tifosi? Lentamente ma inesorabilmente si sta entrando nell’ordine di idee che in questa fase può accadere di tutto: una squadra può segnare, l’altra può pareggiare, la prima può raddoppiare, un giocatore può farsi espellere, eccetera. Tutto in una manciata di secondi. E’ il last minute del calcio che ha mandato in soffitta quella che un tempo veniva chiamata “zona Cesarini”: alzi la mano chi la sente più nominare da giornalisti e commentatori di tv e radio, neanche i nostalgici di professione.
Ma mettiamola sul tecnico. Con una riflessione semplice semplice: al termine della undicesima giornata di serie A (e per non essere dispersivi parliamo solo di questo turno), senza il Fattore R: il Milan sarebbe ancora primo (il Lecce ha pareggiato al 93’) e l’Inter sarebbe indietro di 5 punti (Cruz ha segnato al 92’), il Torino (probabilmente) sarebbe alla ricerca di un nuovo allenatore e a proposito della Roma si direbbe che ha superato la crisi.
E infine una domanda: chi segna nel recupero ci ha creduto di più o chi subisce ha mollato prima?
Il dibattito è aperto.
(Nella foto Carlo Ancelotti che ha parlato di Fattore C, fonte acmilan.com)
Lascia un tuo commento ▼ (2 commenti inseriti)|
ammiratore del mosca Inviato il 10.11.2008
alle ore 10:04 |
Il c... è stato sempre un fattore decisivo nella storia del calcio. Il famoso Gipo Viani, inventore del "Vianema", una specie di catenaccio morbido, diventato manager del Milan ai tempi di Nereo Rocco, diceva: "Per vincere un campionato, ci vogliono: c. , giocatori di classe, c. , tattica azzeccata, c. , vigoria atletica, c. , volontà, c. , amore della maglia, c. , una buona società, c. ". Insomma, la parte posteriore è la vita del calcio. Bisogna farlo sapere a Moratti. Così acquista il miglior c. disponibile sul mercato. |
|
mariano gonzalez Inviato il 10.11.2008
alle ore 18:32 |
Sarebbe un giocatore come Dinho? Con il sedere "a papera"? :D |

