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urante la rivoluzione cubana, Johnny stava giocando a golf. Venne circondato da miliziani di Castro, armati fino ai denti e minacciosi. D’istinto, vistosi perso, Johnny lanciò il suo famoso grido alla Tarzan. I soldati riconobbero subito l’attore, gli chiesero l’autografo, l’applaudirono e lo scortarono, insieme agli amici, in un’area protetta.
Letteratura. Ma non tanto. Johnny Weissmuller, il primo nuotatore al mondo a scendere sotto il minuto nei 100 metri stile libero (58”6, il 9 luglio 1922 ad Alameda), un fuoriclasse assoluto, è stato accostato sempre all’immagine di “re della giungla”.
Cinque ori e un bronzo alle Olimpiadi, 52 titoli nazionali statunitensi e 67 record mondiali? Cosa vuoi che siano… Più facile tramandare ai posteri Tarzan e perfino il nome dell’inventore del personaggio, Edgar Rice Burroughs.
Eppoi quell’urlo che incatenava alla poltrona del cinema spettatori di ogni età… Un urlo pensato e realizzato in laboratorio da un’equipe di esperti, miscelando il barrito di un elefante, il grido di una donna, il fischio di una locomotiva e le note di uno strumento a fiato.
EMIGRANTE - Una vita con tante vite. Cominciata nel 1904, a Freidford (ora Timisoara, Romania), città dell’Impero austro-ungarico, dove nacque. A sette mesi, l’impatto con l’acqua, con il mare, quando la sua famiglia emigrò negli Stati Uniti, partendo dal porto di Rotterdam. Una traversata di dodici giorni, con le onde che “cullavano” la nave e il piccolo János, Johann, Johnny, figlio di Petrus e di Erzsébet.
Johnny cresceva gracile. A consigliargli il nuoto, furono i medici. Ma le notizie biografiche incespicano: si parla di una poliomelite, di una tendenza alla tubercolosi, di altre carenze fisiche. Arrivò, per fortuna, il Lago Michigan, sulle cui sponde i Weissmuller si erano trasferiti da Windber, in Pennsyvania.
“Gettandosi nelle gelide acque del lago e, fendendole con bracciate sempre più poderose, il suo metro e novanta si andò a ricoprire di muscoli d’acciaio”, così si legge. Voli retorici, cuciti su misura per un Intramontabile.
IL MAESTRO BACHRACH - A Chicago, il ragazzino impressionava nelle gare allo Stanton Park: un talento grezzo. Studi prestigiosi alla “Lane Technical High School”, presto abbandonati per il fallimento familiare: i genitori chiusero il bar e divorziarono. Johnny imparò ad arrangiarsi: addetto agli ascensori e fattorino all’Illinois Athletic Club, dove nel tempo libero si allenava in piscina. Qui l’incontro decisivo. Quello con l’allenatore Bill Bachrach. Un tipo di centocinquanta chili, dai modi rudi. Che lo guardò dritto negli occhi e gli gridò: «Se con lo stile orribile che adotti, ottieni già tempi non disprezzabili, io posso fare di te un campione. Però da oggi devi diventare mio schiavo: devi fare tutto ciò che ti ordino».
Detto, fatto: lo “schiavo” trovò una bracciata tecnica, una respirazione più efficace e una “innovativa virata a capriola”. Il campione, a 17 anni, era pronto per il campionato nazionale del 1921, dove conquistò il titolo e preparò la scalata al record dei 100 stile libero, fissato ad Anversa, in 1’00”4, da Duke Kahanamoku.
RECORD E TRUCCHI - Obiettivo centrato ad Alameda: Johnny Weissmuller, il primo nuotatore a coprire i 100 metri in meno di un minuto. Fu l’inizio di una carriera formidabile. Già nel maggio dello stesso anno (1922) frantumò il primato mondiale dei 200 metri stile libero. In seguito, fece incetta di tutto: record in libertà, 400 e 800 metri inclusi. Ma non gli bastava: voleva le Olimpiadi e, per parteciparvi, mise in atto il grande imbroglio, senza pudori di sorta. Aveva l’identità austro-ungarica. La buttò nel cestino e si impossessò del passaporto del fratello minore, un anno più giovane, nato in America. Abilitato: divenne Peter John Weissmuller.
Parigi: oro nei 100, nei 400 e nella staffetta 4x200. E un bronzo nella pallanuoto. Amsterdam,1928: oro nei 100 e nella 4x200. Sempre l’uomo da battere. Imbattuto. Perché un anno dopo, nel 1929, a 25 anni, si ritirò, alla faccia dei rivali che aspettavano di consumare la rivincita.
DALLA VASCA A TARZAN - A questo punto, cosa fece il colosso biondo di un metro e novanta? Per cominciare, scoprì il mondo delle sponsorizzazioni, facendo il modello per una marca di costumi da bagno. Esibizioni, autografi. Quindi, venne la prima apparizione cinematografica: interpretò se stesso, indossando solo una foglia di fico. Un trampolino che fu sufficiente per essere scoperto e lanciato dalla Metro Goldwyn Mayer. Gli offrirono di interpretare il ruolo di Tarzan, in sostituzione del malconcio Herman Brix. Era titubante: si sentiva goffo. Si convinse, quando gli promisero che avrebbe cenato con Greta Garbo e Clark Gable.
Sette anni di contratto e tantissimi film, fra cui “Tarzan, l’uomo scimmia”e “Tarzan e la compagna”. Da Tarzan a “Jim della jungla”. Che poi divenne una serie televisiva. Con altri introiti e apprezzamenti dei critici.
VITA IN STILE LIBERO - Tarzan è rimasto nella storia del cinema. Weissmuller non lo avrebbe mai immaginato, se è vero, come è vero, che l’attore ex nuotatore era solito chiedersi, con candido stupore: «Come può un tizio arrampicarsi sugli alberi, dire “Io Tarzan, tu Jane”, e guadagnare milioni?».
Poliedrico, Johnny Weissmuller. Anche in fatto di mogli. Si sposò cinque o sei volte, più del numero dei suoi ori. Misteri e pettegolezzi. Fra le sue signore, una cantante e un’attrice. Dalla terza moglie (Beryl Scott?) ebbe tre figli, il primo attore con il nome di Johnny Weissmuller Jr.
Nuotatore, attore, titolare di una piscina, responsabile alle pubbliche relazioni, di nuovo attore… : Tarzan-Weissmuller conobbe via via la decadenza fisica, come tutti i mortali.
FINE IN SOLITUDINE - Fratture, problemi cardiaci, arteriosclerosi. Johnny si trasferì in Messico, ad Acapulco, dove aveva girato l’ultimo film di Tarzan. Con lui, c’era l’ultima moglie, Maria, una tedesca di Baviera. Fu un isolamento totale. Si spense il 20 gennaio del 1984. A ottant’anni.
Il suo corpo è lì, a Valle de la Luz, imbalsamato. Fuoriclasse della piscina e della giungla.
Era buono, gentile, forte.
Per lui nuotare era la cosa più naturale di questo mondo.
«Nuotare è più facile che camminare». Lo scrisse in un manuale dedicato alla sua vera passione.
Il suo messaggio fu raccolto da Don Schollander (figlio della controfigura dell’attrice Maureen O’ Sullivan, la “Jane” di Tarzan, guarda caso) e da Mark Spitz.
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