| Carta d'identità | Roberto Donadoni | |||||||||||||||||||||
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Cresciuto come centrocampista nelle giovanili dell'Atalanta, Roberto Donadoni è per dieci anni un punto di riferimento del centrocampo del Milan, contribuendo ai successi della squadra allenata da sacchi prima e da Capello poi.
Debutta da allenatore con il Lecce nel 2001-2002, per poi passare al Livorno, squadra che torna a guidare nel 2005-2006. Il suo atteggiamento è sempre pacato, e il suo calcio è piacevole, esaltato dalle prestazioni di realizzatore di Cristiano Lucarelli. L'anno successivo, in contrasto con il presidente degli amaranto, Spinelli, rassegna le dimissioni.
Il periodo di inattività dura poco: nell'estate del 2006, dopo l'abbandono di Marcello Lippi, viene chiamato a guidare la squadra azzurra dal Commissario Straordinario della Federcalcio, Rossi. La sua avventura sulla panchina della Nazionale italiana dura due anni, fino a Europei 2008. Prima della spedizione italiana in Austria e Svizzera, la squadra azzurra non aveva espresso, tutto sommato, un cattivo calcio. Ma l'esordio agli Europei, contro l'Olanda, con una sconfitta per 3-0 in cui la squadra è apparsa assolutamente inconsistente, lascia il segno.
Nonostante i notevoli passi avanti nelle successiva partite, e l'eliminazione solo ai calci di rigore con la Spagna che poi vincerà la competizione, le critiche a Donadoni rimangono ferocissime e viene additato come unico responsabile della non esaltante esperienza. Quattro giorni dopo l'eliminazione è sostituito da Lippi.
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