Azeglio Vicini - 1986-91
| Carta d'identità |
Azeglio Vicini |
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| Data di nascita |
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20-02-1933 |
| Luogo di nascita |
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Cesena |
| Allenatore dal... |
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1967-1968, 1992 -1944 |
| Ct dal... |
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1975-1991 |
| Ex giocatore |
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| Trofei nazionale |
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| Trofei con club |
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Azeglio Vicini è stato per la nazionale di calcio italiana un “sergente di rigore”, parafrasando la definizione che Walter Zenga ha dato di lui, visto che la sua storia sulla panchina della Nazionale italiana è stata segnata dalle sconfitte ai penalty tra il 1986 e il 1991.
La fortuna di mister Vicini, classe 1933, comincia sulla panchina della nazionale Under 21 che, dopo un ottimo cammino nell’europeo di categoria del 1986, si arrende solo in finale per il titolo alla Spagna allenata da Luis Suarez, proprio ai calci di rigore. Termina così la decennale esperienza alla guida degli azzurrini a cui era approdato dopo aver allenato il Brescia, ultima squadra nella quale ha anche giocato.
Figlio di agricoltori, il cesenate di ferro si mette in mostra come calciatore professionista giocando nel Lanerossi Vicenza, contribuendo alla promozione della squadra. In A passa poi alla Sampdoria e al Brescia.
Chiusa la carriera sul campo intraprende subito dopo quella di allenatore distinguendosi per aver allevato una classe di giovani campioni.
Infatti, quando prende le redini della Nazionale, al posto di Enzo Bearzot dopo la deludente esperienza ai mondiali in '86 Messico, punta fin da subito sul gruppo formatosi sotto la sua guida nell'Under 21. Vialli, Mancini, Maldini, Zenga, Donadoni, Giannini e Baggio sono le stelle che brillano negli anni della sua direzione tecnica.
La sua Italia si qualifica per il Campionato Europeo di Germania 1988, poi la squadra non ancora matura subisce l’uno-due dell’Unione Sovietica che tra il 60’ e il 62’ piazza due colpi di classe e conquista la finale. Tutti elogiano Vicini per il bel gioco espresso dalla squadra e tutte le attenzioni si spostano sul Campionato del mondo in Italia del 1990.
Quell’estate resterà per sempre quella delle “notti magiche”, del bomber Schillaci che dopo aver steso Austria, Cecoslovacchia, Uruguay e Irlanda, porta in vantaggio l’Italia contro l’Argentina di Maradona, nella semifinale. Qui iniziano le ombre. Caniggia trova il gol del pari e gli errori ai rigori di Donadoni e Serena costano la finale mondiale. Il terzo posto conquistato dall’Italia contro l’Inghilterra tiene saldo Vicini sulla panchina azzurra. Ma la delusione e lo sfaldamento di un gruppo consolidato non permette poi alla Nazionale di conquistare la qualificazione agli Europei del 1992. La sconfitta, ancora con l’Unione Sovietica, questa volta di un gruppo ben maturo, è fatale al Ct che chiude così la sua direzione tecnica con un borsino di 54 partite disputate, di cui 32 vinte, 15 pareggiate e 7 perse.
Nel 2008 è pubblicata una sua biografia che raccoglie le testimonianze di quanti lo hanno conosciuto e lavorato con lui. Il titolo è significativo: un “gentiluomo in azzurro, 75 anni con il pallone nel cuore”.
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CARRIERA DA ALLENATORE
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| 1967-68 |
Brescia |
| 1975-76 |
Under-23 |
| 1976-78 |
Under-31 |
| 1986-91 |
Italia |
| 1992-93 |
Cesena |
| 1993-94 |
Udinese |
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PREMI DA ALLENATORE
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| 1991 Italia |
Grande Ufficiale Ordine al Merito della Republica Italiana |
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CARRIERA DA GIOCATORE
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| Club |
| 1953-56 |
L.R. Vicenza |
| 1956-63 |
Sampdoria |
| 1963-66 |
Brescia |
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Gli azzurri di Azeglio Vicini eliminati in semifinale dall'Argentina a Italia '90
