Fulvio Bernardini - 1974-75
| Carta d'identità |
Fulvio Bernardini |
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| Data di nascita |
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28-12-1905 |
| Luogo di nascita |
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Roma |
| Allenatore dal... |
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1949-73 |
| Ct dal... |
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1974-77 |
| Ex giocatore |
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| Trofei nazionale |
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| Trofei con club |
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Fulvio Bernardini ha due grandi amori: Roma e le piccole squadre della capitale. Qui nasce ed inizia a giocare, dapprima in una formazione di rione come portiere; poi, forse a causa di un infortunio di gioco che fa preoccupare la sua famiglia sul tipo di ruolo da interpretare, o forse dopo aver subito quattro reti in una sola partita, decide di cambiare posizione in campo, diventando centrocampista.
Bernardini si laurea in scienze economiche (da cui il soprannome di Dottore o Professore, con cui viene chiamato dai compagni di squadra), ed inizia la carriera da calciatore nel 1919 nella Lazio, in cui milita sino al 1926. Da qui, nonostante prometta al padre di non abbandonare mai la casacca biancoceleste, si trasferisce all’Inter dove rimane pero solo due stagioni, prima di tornare a Roma, sponda giallorossa, guidandola come capitano sino al 1939. "Fuffo", come viene soprannominato dai tifosi, conclude infine la carriera nell’allora terza squadra di Roma, la Mater, militandovi sino al 1949.
Bernardini è un centromediano metodista dotato di grande qualità che gli permettono di arrivare alla convocazione in Nazionale nel 1925 con la quale raggiunge il terzo posto alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928. Nel 1932 dà l’addio alla squadra azzurra, ma il suo sarà solo un arrivederci: ritorna da commissario tecnico, dopo una lunga carriera alla guida delle principali squadre della serie A.
L’esordio da allenatore avviene proprio alla conduzione del suo grande amore, la Roma, ed è un inizio tutt’altro che roseo dal momento che la società lo esonera a stagione in corso.
Da lì Bernardini passa al Vicenza in serie B e nel 1953 approda alla Fiorentina. Qui inizia il periodo d’oro grazie all'innovativo credo calcistico basato sul cosiddetto “WM elastico”: un adattamento del tradizionale sistema in cui assumono un ruolo centrale non più i passaggi “sull’uomo”, ma i passaggi negli spazi liberi dove il giocatore può arrivare prima dell’avversario. Una tattica innovativa che punta tutto su calciatori dalla grande intelligenza calcistica e dotati di ottimo scatto, grazie alla quale riesce ad aggiudicarsi il campionato del 1955 con i Viola e quello del ’64 con il Bologna.
Nel 1965 Fuffo passa ad allenare la Sampdoria rimanendovi sino al 1971, quando gli viene affidata la carica di Direttore Sportivo del Brescia Calcio.
E’ al culmine della carriera da allenatore quando giunge la chiamata dalla Federcalcio per affidargli, nel 1974, la guida della Nazionale Italiana; incarico che ricopre fino al 1977, quando fallisce la qualificazione agli Europei disputati nel 1978. Questo insuccesso gli costa la panchina che viene affidata ad Enzo Bearzot.
Lasciata la guida degli azzurri, Bernardini torna a Genova dove assume la guida della Direzione generale della Sampdoria.
Dopo la morte, sopraggiunta nel 1984, il suo primo amore, la Roma, decide di intitolargli il centro sportivo di Trigoria, sede ufficiale della società calcistica.
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CARRIERA DA GIOCATORE
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| Club |
| 1919-26 |
Lazio |
| 1926-28 |
Inter |
| 1928-39 |
Roma |
| 1939-43 |
M.A.T.E.R. |
| Nazionale |
| 1979-80 |
Italia (26 presenze, 3 goal) |
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