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ALBERTO ASCARI
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MIKE HAWTHORN
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JUAN MANUEL FANGIO
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Notato da Enzo Ferrari per le prodezze compiute a bordo dell'Alfa 158, Alberto Ascari è destinato ad entrare nella storia della scuderia del Cavallino rampante. Figlio d'arte, il pilota milanese conquista il suo primo mondiale di F1 nel 1952, al suo debutto sulla “rossa”. Bissa l'anno successivo sciogliendo anche i dubbi di coloro che lo vedono “eterno secondo” rispetto all'idolo dell'epoca, Juan Manuel Fangio.
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I meccanici Ferrari lo chiamano Piombon, per via del suo "piede di piombo" che lo fa sfrecciare a bordo della sua monoposto come pochi. Conquista il titolo nel 1958, al termine di una lunga sfida che lo vedrà opposto per tutta la stagione al pilota della Vanwall, Stirling Moss. Il ferrarista ha la meglio per un solo punto e proprio grazie al suo rivale, che gli fa ritirare una squalifica che gli sarebbe costata il Mondiale.
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Più che un pilota è un mito della F1. L'argentino vince la sua prima gara a soli 18 anni e in pochissimo tempo diventa un vero e proprio eroe in patria, prima di approdare in Europa per guidare la Maserati. Passa alla Ferrari nel 1956 alla “veneranda” età di 45 anni e con alle spalle già 3 titoli iridati. Fa comunque in tempo a regalare alla scuderia di Maranello 2 Mondiali, nel '56 e nel '57, prima di ritirarsi definitivamente.
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PHIL HILL
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JOHN SURTEES
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NIKI LAUDA
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La sua carriera inizia in Inghilterra come collaudatore, ma il pilota americano non ci mette molto a far valere il suo talento di pilota. Passato alla Ferrari per decisa volontà del Drake, Hill conquista il titolo iridato nel 1961, al termine di una stagione tristemente ricordata per la morte del suo compagno di squadra von Trips al GP di Monza. L'episodio segna profondamente il pilota che, dopo una breve parentesi con l'ATS italiana, si ritira 3 anni dopo.
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Lo chiamano “il figlio del vento”. Il pilota inglese approda a Maranello con alle spalle ben sette titoli mondiali conquistati nel motociclismo sulla sua MV Augusta. A bordo della Ferrari 158, la più inglese delle monoposto della scuderia, conquista il Mondiale nel 1964, con piena soddisfazione del patron Enzo Ferrari, che aveva insistito per averlo in squadra. Ma l'idillio col Drake finisce 2 anni dopo. Surtees è coinvolto in una storia di spionaggio e mandato via tra un mare di polemiche.
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È ricordato come “il pilota che ha visto in faccia la morte”. Niki Lauda approda alla Ferrari tra lo scetticismo di molti e con un solo GP vinto in carriera a bordo della BRM. Ma il Drake ci vede ancora giusto e il pilota austriaco regala al Cavallino il titolo mondiale che manca da 11 anni. Vittima di un terribile incidente nel GP del Belgio del 1976 che gli costa il titolo e rischia di costargli la vita, vince ancora l'anno dopo, prima di abbandonare Maranello per la Parmalat.
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JODY SCHECKTER
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MICHAEL SCHUMACHER
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KIMI RAIKKONEN
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La sua carriera è costellata da una serie di terribili incidenti che colpiscono lui ma soprattutto i suoi avversari, che spesso lo accusano di eccessiva imprudenza in gara ed arrivano quasi alle mani con lui. Ma Scheckter è anche un pilota capace di imprese epiche. Approda alla Ferrari nel 1979 e conquista subito il titolo iridato. A dispetto della sua pessima nomea, Enzo Ferrari lo ricorderà come un uomo combattivo ma leale, parere confermato dal suo grande amico e rivale Gilles Villeneuve.
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È l'uomo dei record. Entrato nel mondo delle quattro ruote all'età di soli 4 anni guidando i kart, passa alla Formula 1 nel 1991 come pilota della Jordan. Al suo arrivo alla Benetton di Flavio Briatore arriva anche il suo primo titolo mondiale nel 1994 bissato poi l'anno successivo. La sua forza è evidente e la scuderia di Maranello lo chiama nel 1996 per conquistare un titolo iridato che manca da 17 anni. Ne conquista addirittura 5, dal 2000 al 2004, prima di ritirarsi definitivamente dalle corse nel 2006.
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Lo chiamano “iceman”, l'uomo di ghiaccio, per via del suo carattere schivo e poco amante delle apparizioni in pubblico. Kimi Raikkonen esordisce nel 2002 alla guida della Sauber, compiendo un salto abbstanza insolito dalla Formula Renault alla Formula 1 senza passare per le serie intermedie. Dopo aver combattuto testa a testa col ferrarista Schumacher alla guida della McLaren, nel 2007 passa alla scuderia di Maranello proprio come erede del pilota tedesco, conquistando subito il titolo iridato.
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