![]() |
| Carta d'identità | JOHN SURTEES | |||||||||||||||
|
|
|
"Sono note le mie simpatie per gli ex motociclisti, che hanno esperienza, conoscenza meccanica, pratica di velocità, senso agonistico e, non ultima, operosità di umile lavoro”. Di sicuro tra tutte le qualità che Enzo Ferrari riconosce a John Surtees, la “pratica della velocità” è quella che più si addice al pilota inglese che arriva in Ferrari con un soprannome che non lascia spazio ai dubbi: “il figlio del vento”.
Un nome quanto mai azzeccato per il pilota che passa alla Formula 1 dopo aver vinto ben 7 titoli mondiali nel motociclismo in sella alla MV Augusta.
E’ il Vecchio in persona ad assumerlo, dopo aver dovuto rinunciare al suo primo obiettivo, Stirling Moss, che aveva appeso il casco al chiodo dopo un pauroso incidente. La scuderia gli affida la monoposto 158, “la più inglese delle Ferrari” e l’inglese riesce a vincere - anche grazie all’aiuto del compagno di squadra Bandini che gli cede un secondo posto fondamentale - il Campionato del Mondo del 1964 entrando nella storia come l’unico pilota capace di vincere sia nel motociclismo che nell’automobilismo.
Il rapporto di Surtees con Enzo Ferrari è idilliaco, il Drake ammira profondamente questo incredibile pilota. “Attento a ogni particolare, meticoloso, osserva gli avversari, le macchine, le caratteristiche della pista, sempre alla ricerca del particolare da sfruttare, del dettaglio da risolvere a proprio vantaggio. E così anche nei confronti della sua macchina: non è mai contento, perché sa che in meccanica c'è sempre "qualche cosa d'altro" che si può scovare, in barba alla logica e al calcolo esatto”.
Ma l’idillio si rompe due anni dopo il titolo iridato, nel 1966. Surtees è in testa alla classifica piloti dopo aver vinto i primi due gran premi , la Ferrari e il suo pilota sono un gradino sopra le altre ma ecco che accade quel che non ti aspetti: si scopre che l’inglese sta passando segretamente alla Lola (casa automobilistica) i segreti dell’ultimo prototipo Ferrari. Il divorzio è immediato, il pilota viene licenziato in un mare di polemiche che coinvolgono anche il compagno di squadra Bandini e il direttore sportivo Dragoni.
Il colpo per la Ferrari è duro. Da quel momento inizia un lunghissimo digiuno per la casa Modenese, segnato dall’ascesa delle case automobilistiche inglesi e dalle innovazioni tecnologiche in campo aerodinamico. Dovranno passare undici anni prima che il Cavallino possa tornare ad imporsi con l’arrivo di un pilota alquanto atipico, un certo Niki Lauda.
|
||||||||||||||||||||||||
|
|
![]() |




