| Carta d'identità | LUIZ FELIPE SCOLARI | ||||||||||||||||||||||||
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Il suo italiano in realtà è un veneto molto sgrammaticato. Colpa o merito di nonno Luigi che nel 1904 lascia Verona per andare a cercare fortuna in Sudamerica. Luiz Felipe Scolari dimentica le sue origini e pretende il doppio passaporto, italiano e brasiliano. In patria rigenera Ronaldo, toglie la malinconia a Rivaldo, lancia Ronaldinho e poi li fa giocare tutti e tre insieme in nazionale, vincendo il Mondiale in Giappone e Corea.
Non è stato un grande giocatore, anzi, piuttosto mediocre. Esordisce nel 1966 nelle giovanili dell’Ajmorè, giocando poi con Caxias, Juventude, Novo Hamburgo e infine Csa, dove nell’81 chiude una carriera senza gloria.
Decisamente più fortunata e costellata di successi la carriera da allenatore, iniziata un anno dopo dove termina quella da calciatore. La prima grande soddisfazione arriva nel 1987 con il Gremio. Il burbero Scolari vintce il campionato Gaucho e la Coppa del Brasile.
Il tecnico con l’accento veneto passa al Criciuma e dopo alcune esperienze molto ben pagate in Arabia Saudita e Kuwait torna sulla panchina del Gremio. Ma anche l’avventura araba non è avara di soddisfazioni. In bacheca la Kuwait Emir Cup e la Coppa del Golfo.
Tornato in patria vince altri due campionati con il Gremio. Ingaggiato nel ’97 dal Palmeiras torna a vincere la Coppa Libertadores, già conquistata 4 anni prima con il Gremio. Chiude con il Cruzeiro, senza vincere nulla, però.
Nel 2001 diventa commissario tecnico del Brasile. La squadra è allo sbando e perfino la qualificazione ai Mondiali 2002 sembra impossibile. Ma la Selecao, dopo essere stata eliminata dalla Coppa America per mano dell’Honduras, in Giappone conquista la sua quinta Coppa del Mondo, battendo in finale la Germania.
Dalla nazionale brasiliana a quella portoghese con la quale Scolari nel 2004 perde un Europeo (in finale contro la Grecia) e due anni dopo è arriva quarto ai Mondiali tedeschi.
L’avventura sulla panchina del Chelsea iniziata a giugno del 2008, ma termina sette mesi dopo. Il presidente Abramovich gli ha dà il benservito dopo il pareggio in casa contro l’Hull City. I Blues erano a sette punti dalla capolista.
Il 9 giugno 2009 il club del Bunyodkor campione di Uzbekistan annuncia l'ingaggio dell'allenatore con un contratto di 18 mesi.
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